I caroselli gialloblè sfilano ancora per le strade quando Fabio Caserta si presenta in sala stampa. Nella pancia del Romeo Menti, negli spogliatoi, lo hanno tutti portato in trionfo. E’ lui il principale artefice di questa impresa, perché di impresa si tratta. Il tecnico delle vespe ha dimostrato di non temere il peso delle responsabilità ed ha retto alle pressioni, interne ed esterne. Nei momenti difficili ha saputo tenere compatto il gruppo, isolandolo dalle critiche di chi voleva la vittoria ad ogni gara. Ha saputo gestire le forze dei suoi, conducendo la Juve Stabia al traguardo più ambito, la serie B.
«Troppo prematuro adesso pensare alla serie B». Si gode la vittoria il tecnico delle vespe, non vuole pensare ancora alla prossima stagione ma godersi l’importante traguardo raggiunto. «Grande vittoria di gruppo – dice - che hanno sudato sempre la maglia e hanno ottenuto un risultato incredibile». Parla insieme a tutto lo staff, in sala stampa. Una scelta per dare merito a chi l’ha coadiuvato in questa trionfale stagione. «Ho voluto con me lo staff perché è merito di tutti, non solo noi che finiamo spesso in prima pagina. Tutti i miei collaboratori mi hanno aiutato e sopportato. Il mio grazie va a loro perché lo meritano e perché ognuno di loro ha fatto un lavoro eccezionale».
Una vittoria di gruppo, quindi, iniziata tra mille dubbi a luglio scorso. «Abbiamo strameritato di vincere – dice con orgoglio Caserta - senza mai mollare. In testa dall'inizio, una sconfitta su 34 partite, numeri incredibili. I ragazzi sono i protagonisti di questa cavalcata. Grazie a tutti. È un premio per la città che ha sofferto la retrocessione. Mi sentivo responsabile nel 2014 perché ero capitano e mi sentivo primo responsabile. Ci tenevo a riportare Castellammare dove merita e per me, stabiese d'adozione, è una gioia doppia. Non ho mai pensato di perdere il campionato anche se delle persone hanno detto delle cattiverie su questa squadra, ma questi ragazzi hanno le palle e hanno lottato fino alla fine, sputando sangue su ogni pallone. Non è stato per niente facile, ma noi abbiamo meritato tutti i risultati che abbiamo raggiunto».
Un pensiero speciale va poi a coloro con i quali oggi non può condividere questa grande gioia. «L'unico rammarico che ho – ammette Caserta a malincuore - è che avrei voluto oggi mio zio e mio fratello che non ci sono più, due persone che sono stati punti di riferimento per me. I risultati sono stati eccezionali, non ho parole per quanto successo. Sono contento per Mezavilla che ha sofferto la retrocessione del 2014 ma si è ripreso sul campo siglando reti importanti. Non c'è un segreto dietro questo risultato storico. Solo lavoro e umiltà».
Infine, anche Caserta ha dei sassolini da togliersi dalle scarpe. «Si sono divertiti tutto l'anno a dire che la Juve Stabia sarebbe morta prima o poi, ma abbiamo avuto ragione noi. Mi dispiace che Antonio Filippi non ci sia ma sono sicuro che ci sarà con noi per la festa con il Francavilla. Tifosi eccezionali, soprattutto quelli veri che sono sempre stati vicino a noi. C'è sempre quello che rema contro ma qui molti vogliono il bene ed è un premio per tutti noi» ha concluso il tecnico gialloblè.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.