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Juve Stabia - Audace Cerignola. Pagliuca: «Partita difficile per le qualità dell'avversario, serve la spinta del nostro pubblico»

Il tecnico gialloblù: «Siamo tutti artefici di un puzzle, che va incollato e difeso. Pierobon? Un giocatore di qualità, con grande frequenza di passo. Non guardiamo in casa degli altri, pensiamo al presente.»

tempo di lettura: 5 min
di Davide Soccavo
01/02/2024 15:45:32
Juve Stabia - Audace Cerignola. Pagliuca: «Partita difficile per le qualità dell'avversario, serve la spinta del nostro pubblico»

Mister Guido Pagliuca è salito questa mattina presso la sala stampa del Menti per rispondere alle domande dei media. Le vespe, dopo l’importante vittoria del ‘Viviani’ contro il Potenza, lustrano il pungiglione in vista dal match di domani. Nel fortino di Via Cosenza è atteso il Cerignola, reduce da un sonoro 4 a 2 rifilato al Crotone, una delle inseguitrici verso il primato. Nel mentre, ieri è arrivato il comunicato ufficiale circa l’arrivo di un nuovo tassello del puzzle: si tratta del centrocampista Christian Pierobon, giunto alle falde del Faito a titolo definitivo dall’Hellas Verona. «Qual è la cosa più bella? Non lo saprete mai. È una cosa del nostro spogliatoio, che viene da dentro –spiega il tecnico ai microfoni ufficiali del club-. Alla fine sicuramente verrà fuori, ma è una cosa nostra, dei ragazzi, delle nostre mura. Mi aspetto un Cerignola che viene a giocare la partita. All’andata fu un primo tempo in un modo e un secondo tempo in un altro. Penso sarà una partita difficile per la qualità dell’avversario. La difficoltà sarà direttamente proporzionale a quello che ci restituisce in termini di importanza. Per noi, per il nostro percorso e per la Castellammare sportiva. Abbiamo la necessità di avere il nostro stadio che ci spinge e le persone che ci seguono da casa. La forza di tutto l’ambiente. I ragazzi devono capire che il divertimento e la serenità, il piacere di giocare è fondamentale come è sempre stato. Ognuno di noi sa bene che non va fatto niente di diverso di quanto fatto nell’ultima partita. Ognuno di noi sa bene gli aspetti mentali che ha tenuto durante la partita. Serve quel furore, quell’atteggiamento di morso sul metro, andare forte addosso. Il puzzle è stata un’idea. Gli artefici di questo puzzle l’hanno completato. E tutti sono stati indispensabili. E sono i primi artefici di questo puzzle, anche chi ha giocato di meno. Nel trasmettere amicizia e fiducia nello spogliatoio. In questo puzzle speciale ci sono tante persone che hanno portato un suo pezzettino. Ci sono il nostro presidente, i nostri direttori, Lovisa, Elefante, l’amministratore Polcino. Hanno portato il proprio pezzetto importante all’interno del puzzle. Una squadra invisibile che fa in modo che non si creano alibi: da Pino a Enzo, da zio Vincenzo a Sebastiano, Catello, e il nostro addetto stampa. Ognuno ha portato il suo pezzettino e queste figure sono rappresentate nel nostro puzzle all’interno dello spogliatoio. Il pezzettino l’ha portato la nostra curva, la nostra gradinata, la nostra tribunale. Persone importanti in questo puzzle. Ci siete anche voi che l’avete sempre sostenuta. Tutte queste persone le vediamo nel puzzle. Ma questo puzzle va difeso e incollato. I giocatori devono continuare a portare il massimo, voi dovete aiutarci a spingere al massimo. Le persone hanno la responsabilità di incollare e difendere il puzzle fino alla fine. “Noi ci siamo, anche se vinci”. Questa è la frase importante in questo puzzle. Lo dobbiamo difendere contro tutto quello che c’è intorno. Dobbiamo essere bravi a guardare in casa nostra e non in quella degli altri. Lavorare su ciò che dipende da noi, non dagli altri. Non è facile perché le distrazione, i pensieri. Se mi metto a pensare al passato posso avere rammarico, la persona che pensa al futuro, invece, si crea stress. L’unica cosa che noi dobbiamo fare è pensare al presente. Conta quello che facciamo oggi, ogni giorno, il nostro sudore, conta la nostra fatica, la nostra onestà di capire quanto è importante questo momento per tutti noi. Il morso e la fame che dobbiamo mettere per la nostra gente. Per le persone che noi abbiamo deciso di far incastrare questo puzzle. Se manca un tassellino, si vede. Ecco perché ho menzionato tutte le figure che devono essere presenti. Passeremo momenti buoni e momenti difficili, ma il puzzle deve restare incollato. Pierobon? È un ragazzo giovane che ha prospettiva che il direttore conosce bene. Stiamo vedendo se si riesce a prendere un difensore per sostituire Vimercati. Sicuramente sarà un difensore giovane che ci permetterà di mantenere il minutaggio. Sono contento di tutti quelli che ho a disposizione e dei nuovi arrivati. È vero che intorno a noi tutte le squadre hanno fatto un mercato importantissimo. Negli altri gironi un mercato così forte non c’è mai stato. Il nostro gruppo è una cosa unica. È un interno di centrocampo, giocatore di qualità, con grande frequenza di passo. Un buonissimo giocatore di prospettiva. Nel mio presente vedo che nel puzzle c’è anche lo staff, che deve portare il suo contributo nella gestione delle motivazioni. La giusta distanza è importante, né troppo vicino né troppo lontano, perché la squadra deve avere un’identità. Lo staff è chiamato a lavorare tantissimo. Noi l’umiltà, i piedi per terra cerchiamo di trasferirli perché l’umiltà dev’essere una qualità chiara, consapevoli anche dei nostri mezzi e di quello che serve per fare bene. Quello che serve per star bene cinque giorni fa lo abbiamo toccato con mano. La squadra aveva la spensieratezza, il piacere di giocare a calcio e il morso sul metro che ha fatto la differenza. Dobbiamo essere bravi a coniugare bene il piacere di giocare con il piacere di avere il morso, andare addosso all’avversario. Dovevo far fare una partita contro i ragazzi della primavera per mettere un po’ di minuti nelle gambe a chi ha giocato di meno. È un gruppo splendido, limpido, sincero, onesto, che merita questo momento. C’è da capire che bisogna spingere forte, ma non per la classifica, perché provocherebbe stress. Ma per far vedere che noi ci siamo e lottiamo. Ed essendo una squadra giovane l’ambizione è anche quella di crescere anche di categoria, anche individualmente. È normale che essendo giocatori giovani l’ambizione è forte e va rimarcata a noi stessi e anche all’esterno.»

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