La Juve Stabia sta attraversando un momento di flessione e la coincidenza con l’infortunio di Leonardo Candellone non sembra affatto casuale. L’attaccante gialloblù, ormai al terzo anno con la maglia delle Vespe, è diventato nel tempo un punto di riferimento imprescindibile per la squadra, sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello carismatico.
Candellone è attualmente il capocannoniere della Juve Stabia con sette reti stagionali, ma il suo contributo va ben oltre il dato realizzativo. Il numero 27 rappresenta infatti un elemento fondamentale nell’economia del gioco offensivo: grazie ai suoi movimenti senza palla, alla capacità di dialogare con i compagni e alla qualità tecnica, riesce a dare profondità alla manovra e a facilitare lo sviluppo dell’azione.
La sua assenza, inevitabilmente, si riflette sul rendimento del reparto avanzato, che nelle ultime settimane fatica a trovare la via del gol. Non è un caso che l’ultimo centro firmato da un attaccante risalga proprio alla sfida contro il Padova. In quell’occasione fu Rares Burnete a siglare la rete del momentaneo 3-1 contro i biancoscudati, prima che la fase offensiva delle Vespe entrasse in una fase di evidente difficoltà.
Da allora, la produzione offensiva degli attaccanti gialloblù si è notevolmente ridotta, segno di una squadra che sente la mancanza del suo principale terminale offensivo, fondamentale anche per favorire il lavoro dei compagni di reparto e facilitare la finalizzazione delle azioni. Candellone è fermo ormai da diverse settimane e il suo rientro non è previsto prima di aprile. Fino ad allora, la Juve Stabia sarà chiamata a trovare soluzioni alternative per ritrovare incisività e continuità sotto porta.
Il tecnico gialloblù analizza il match. «Eravamo ad un passo dai 3 punti, il destino è un po' crudele con questi ragazzi»