Mister Ignazio Abate è intervenuto nella sala stampa dello stadio Stadio Romeo Menti per rispondere alle domande dei giornalisti alla vigilia della sfida contro la Carrarese Calcio.
La Juve Stabia dovrà trovare dentro di sé la forza per rialzare la testa. Reduce dal ko contro il Mantova 1911, la squadra gialloblù domani andrà a caccia di un successo in campionato che manca dal blitz di Empoli dell’11 febbraio contro l’Empoli FC. A quella partita sono seguite tre sconfitte e due pareggi, un trend in controtendenza rispetto all’eccellente girone d’andata disputato dalle Vespe.
«Innanzitutto credo che bisogna sempre guardare in faccia la realtà senza nascondersi e senza cercare alibi. Le critiche costruttive le accettiamo, ma la verità è che arriviamo da una prestazione brutta, poco energica, dove c’è pochissimo da salvare», ha esordito Abate.
Il tecnico ha però invitato a leggere il momento con equilibrio: «Dopo Frosinone abbiamo fatto nove risultati utili consecutivi. Abbiamo disputato quattro prestazioni di grande livello contro Monza, Modena, Avellino e Sampdoria, ottenendo solo due pareggi ma meritando molto di più. Poi siamo arrivati alla terza partita in una settimana, la settima in meno di un mese, e la squadra è arrivata scarica. Non è un alibi, perché dobbiamo ancora conquistarci la salvezza».
Secondo Abate il problema visto a Mantova non è stato fisico ma mentale. «Sull’aspetto fisico sono balle. La settimana scorsa tutti elogiavano l’intensità della squadra. L’impatto è stato mentale: troppo negativo e poco energico. La classifica in questo momento ci sorride e forse qualcuno ha pensato che i punti per salvarsi fossero già stati fatti, ma non è così. Per arrivare ai 46 punti ne mancano ancora sei».
Il tecnico ha comunque apprezzato la reazione della squadra durante la settimana: «Ho visto tre giorni di allenamenti di alto livello. I ragazzi hanno analizzato la situazione e vogliono tornare a vincere davanti al nostro pubblico».
Abate ha poi sottolineato l’importanza dell’atteggiamento: «Noi non dobbiamo snaturarci. Dobbiamo avere il coraggio di giocare la palla e trasmettere energia. Contano l’intensità del passaggio, la rabbia con cui metti il cross e come attacchi l’area. E allo stesso tempo dobbiamo difendere bene, perché gli episodi fanno la differenza».
Sulla partita contro la Carrarese il tecnico non ha dubbi: «Sarà una gara molto equilibrata, che probabilmente si deciderà sugli episodi. Affrontiamo una squadra con ritmo, esperienza e qualità, molto pericolosa sulle palle inattive. Serviranno massima attenzione e grande agonismo».
Non mancano però le note negative dall’infermeria. «Candellone ha finito la stagione. Vedremo se riuscirà eventualmente a bruciare le tappe nel finale, ma al momento non lo stiamo considerando. Recuperiamo invece Bellich, Confente e Varnier: sono notizie positive perché aumentano la competitività durante la settimana».
Infine un pensiero ai tifosi, con una prevendita non entusiasmante: «Giocheremo per i nostri fedelissimi, per la curva che non ci ha mai abbandonato. Tocca a noi trascinare la gente con la prestazione. Essere artefici del nostro destino è un privilegio: ce lo siamo meritato e dobbiamo difenderlo».
Dopo il ko di Mantova le Vespe cercano il riscatto contro la Carrarese. Il tecnico: «La sconfitta è stata mentale, non fisica. Per la salvezza servono ancora sei punti».