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Catanzaro - Juve Stabia 2-0 - La delusione di Colucci. «Non vedo ''cazzimma'', manchiamo nei duelli individuali»

Tonucci sgombra il campo da dubbi. «La squadra è con il mister, al Ceravolo non siamo stati in grado di seguire le sue indicazioni»

tempo di lettura: 4 min
di Gioacchino Roberto Di Maio
23/10/2022 11:04:35
Catanzaro - Juve Stabia 2-0 - La delusione di Colucci. «Non vedo ''cazzimma'', manchiamo nei duelli individuali»

Mister Leonardo Colucci

La Juve Stabia deve ritrovare la “cazzimma”. Mister Leonardo Colucci individua nell’approccio alle sfide l’ingranaggio mancante in una macchina gialloblù che nelle ultime partite sta riscontrando evidenti problematiche nella costruzione del gioco. «Il calcio è fatto di duelli – ha sottolineato il trainer delle vespe dopo la sfida persa a Catanzaro –, bisogna arrivare con la grinta laddove non si riesce con la forza fisica. Dai miei ragazzi pretendo il sangue negli occhi, manchiamo nei duelli individuali e questo mi fa star male. Non vedo “cazzimma” e questo è un limite, molti gol nascono da palle rubate e ripartenze. I giovani sanno di dover crescere in fretta e gli esperti, nel contempo, sono consapevoli di dover dare molto di più. A Catanzaro abbiamo faticato ad arrivare nell’altra metà campo anche un po’ a causa del vento, nel primo tempo è stato forte quando lo abbiamo avuto contro e nel secondo è calato quando lo abbiamo avuto a favore. Nella ripresa poi il rigore che non c’era ha complicato tutto, i giallorossi non hanno bisogno di questi aiutini. Oltretutto, in quella circostanza Caldore è stato ammonito per proteste e poco dopo è stato espulso per una semplice spintarella. Non è nervosismo, sono semplicemente episodi avversi». La Juve Stabia in questa fase sta variando spesso moduli. «Abbiamo molti esterni in rosa, il che ci consentiva di optare per un 4-3-3 asimettrico che forse non eravamo pronti a impiegare perché in questo caso le ali devono saltare l’uomo. Inoltre non capisco perché, considerando che persino Callejon e Insigne tornavano a difendere, non possano farlo i calciatori della Juve Stabia che sono in fasce. Con il 3-5-2 i due quinti di centrocampo devono avere il motorino per fare le due fasi, a prescindere dai sistemi di gioco devi sempre correre. Poi vien da sé che ogni assetto penalizzi qualcuno. Al Ceravolo nella ripresa sarei voluto tornare al 4-3-3, poi abbiamo chiuso con un 4-3-2 con Guarracino finta mezzala a causa dell’espulsione di Caldore. Per quanto concerne il portiere, ha giocato Russo perché lo merita e perché, facendosi sentire maggiormente, avrebbe potuto dare maggiore sicurezza ai più giovani. Una cosa è certa, abbiamo molto su cui lavorare per limare le nostre imperfezioni e ripartire». Una cosa è certa, la squadra è dalla parte del proprio allenatore, come ha evidenziato Denis Tonucci. «Il mister non ha colpe – ha spiegato il difensore della Juve Stabia –, dobbiamo essere consapevoli che le responsabilità sono solo nostre. Noi esperti dobbiamo dare di più aiutando i giovani che, nel contempo, devono saper ascoltare apprendendo sia i dettami del tecnico che i nostri consigli. La verità è che Colucci ci aveva chiesto determinate cose che al Ceravolo non siamo stati in grado di fare, dunque lui non c’entra nulla. Dispiace solo per il rigore che non c’era, anche dal campo si era evinto che il fallo fosse fuori area. Fa male soprattutto perché questo episodio va a sommarsi a quelli di Crotone, dove prima ci fu negato un penalty e poi ci fu fischiato contro quella punizione indiretta in area da cui nacque il loro gol. Ora dobbiamo continuare a lavorare a testa alta, siamo in linea con quello che deve essere il nostro torneo e possiamo dire di aver retto bene anche in dieci contro un Catanzaro che fa paura. Ribadisco che la squadra è con il mister, siamo consapevoli che restando compatti e lavorando con ancor maggiore concentrazione potremo raccogliere frutti. Colucci è un uomo che sa tantissimo di calcio, sta a noi seguirlo». Vietato parlare di limiti dei singoli reparti. «Sono dell’idea che sia la fase difensiva che offensiva si facciano in undici, dunque non si può parlare di singolo reparto quando qualcosa non gira per il verso giusto. Per noi difensori, nel dettaglio, i moduli non sono un problema, ci identifichiamo come linea difensiva e poco cambia se si difenda a tre o a quattro. Ora dobbiamo guardare avanti con il sostegno della nostra tifoseria che possiamo solo ringraziare per la passione incondizionata che ci dimostra. Anche con il Foggia, quando abbiamo perso 2 punti nei minuti finali, ha dimostrato grande maturità applaudendoci. Possiamo solo scusarci con i tifosi per le sconfitte, già con il Pescara vogliamo riscattarci per regalargli grandi soddisfazioni». Le vespe vogliono tornare a volare.

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