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Cultura & Spettacolo

Vico Equense - Faito Doc Festival 2019 ai titoli di coda, la parola agli organizzatori


«Un evento all'insegna del cinema e della condivisione. Quest'anno notevoli passi in avanti. Il prossimo festival? Probabilmente anticipato a luglio.»

pavidas

Si conclude in bellezza la dodicesima edizione del Faito Doc Festival. L’evento, in collaborazione con il Comune di Vico Equense e Pimonte, e con il patrocinio del Comune di Castellammare, si è svolto con successo dal 6 al 12 agosto a pochi passi dal Centro Sportivo, situato lungo le strade del Monte Faito. Qui è stato allestito un enorme tendone blu, all’interno del quale sono stati proiettati film e documentari di fama internazionale con la presenza e la partecipazione di artisti, musicisti e registi. Una settimana all’insegna dello spettacolo, svoltasi a contatto con la natura, che ha avvicinato numerosi appassionati e curiosi provenienti da numerosi paesi.

«Rispetto alle precedenti edizioni c'è sicuramente un affluenza maggiore, specialmente in questi ultimi tre anni da quando ha riaperto la funivia –ci ha spiegato Nathalie Rossetti, organizzatrice del Festival-.  Finalmente il Festival anche sul territorio inizia ad essere un po' più conosciuto, dato che prima per quanto possa sembrare assurdo eravamo quasi più conosciuti all'estero che qui. Film e documentari, selezionati e proiettati, vengono da tutto il mondo e ormai i giurati professionisti che sono venuti qui dimostrano come sempre tutto il loro affetto nei nostri confronti, diffondendo la parola anche in altri paesi europei. Quindi da questo punto di vista sicuramente c'è un numero notevole di film e di documentari di qualità che giungono qui da tutto il mondo. C'è tutto il nostro staff che viene una volta, si innamora del posto e torna l'anno seguente. Membri dello staff che vengono dall'Olanda, dal Belgio, da Torino, dall'Albania. Questo è un posto della mia infanzia, mia nonna aveva la casa qui. E' un luogo che volevamo vedere rinascere, dato che si stava a poco a poco spegnendo rispetto anche a quello che era il mio ricordo.»

«L’evento ha preso il via nell’anno 2006-2007 – ha aggiunto Turi Finocchiaro, anche lui organizzatore del Festival e marito di Rossetti-. L’idea di realizzarlo in questo luogo è dovuto innanzitutto alla sua bellezza e poi perché  è stato abbandonato per un po'. Ci rattristava non poterlo valorizzare meglio e soprattutto condividerlo.  Attraverso la condivisione della nostra esperienza in quanto registi di film documentari, siamo stati invitati in tantissimi festival.


In questo posto meraviglioso sono giunti produttori e registi con la voglia di valorizzare il territorio e già c’è tanta voglia di tornare per l’anno prossimo. Devo dire che in 12 anni è cresciuto molto anche per questo. Il tutto anche grazie alla collaborazione con Marica De Rosa che ci aiutato moltissimo dal terzo anno in poi a fare quello che è diventato il Faito Doc Festival, con un staff molto unito e con una costanza che alla fine ha pagato. La novità di quest'anno è che abbiamo coinvolto anche il Comune di Pimonte.»

Poi ha aggiunto: «Abbiamo avuto l'appoggio da due anni a questa parte della regione Campania. Il Festival cresce molto più rapidamente e per fortuna abbiamo degli sponsor che ci aiutano sul territorio, soprattutto nei momenti di difficoltà. Se non fosse stato per loro e, dunque, per coloro che hanno provveduto alla selezione dei film, per lo staff, sicuramente ci saremmo arresi.»

Hanno poi concluso dicendo: «L’anno prossimo il tema sarà molto probabilmente “metamorfosi”. Il Festival verrà anticipato a luglio. E’ un po' peccato , ma l’importante è aver visto crescere questa giuria: infatti, ne abbiamo tre: la giuria dei professionisti, la giuria dei giovani e la giuria locale del Cammino per la comunità di recupero. Questo ci fa onore poiché ci da la possibilità di dare visibilità a chi di solito non ne ha.»

«Un'altra novità è che da quest'anno per la prima volta non siamo neanche noi a cercare gli eventi in qualche modo collaterali ai film. Il lavoro dei film documentari si fa per 7 mesi però poi ci sono tutti gli eventi collaterali che sono degli artisti e dei performers. Sono loro stessi che si presentano a noi. Abbiamo avuto un allestimento quest'anno: qualcuno ha provveduto al decoro del festival e alla scenografia. L’anno prossimo penso che continuerà un po' su questo spirito perché è questa la bellezza di questo paese. Le persone hanno voglia di venire perché sanno che c'è un'atmosfera di tipo familiare e l’obiettivo è un po' di riuscire a conservare questo aspetto di accoglienza e di fratellanza.»


martedì 13 agosto 2019 - 17:03 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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