Cultura & Spettacolo
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Sorrento - Parte Sorrento Incontra 2018: in Villa Comunale si esibisce la Barcelona Gipsy balKan Orchestra

Il Sindaco Giuseppe Cuomo: «Con Sorrento Incontra, la città accoglie artisti di caratura internazionale in luoghi di interesse storico. Lo spettacolo si fondersi con la cultura per celebrare Sorrento nel mondo»

tempo di lettura: 4 min
di Giovanni Minieri
17/07/2018 13:21:25
Sorrento - Parte Sorrento Incontra 2018: in Villa Comunale si esibisce la Barcelona Gipsy balKan Orchestra

Qualche goccia di pioggia bagna l’esordio della rassegna “Sorrento Incontra”, ma non l’entusiasmo di tanti giovani che hanno gremito la romantica Villa Comunale per il concerto travolgente della Barcelona Gipsy Balkan Orchestra. Musica, arte e spettacolo incontrano i luoghi più suggestivi della città del Tasso, in un connubio di suoni e colori per offrire agli spettatori emozioni forti con performance da brividi che partono da un pentagramma ed arrivano fino al cuore proiettando dolcemente in una dimensione onirica dove si perde il senso del tempo.

La Villa Comunale, splendida terrazza sul mare che offre lo splendido scenario del golfo di Napoli, è la prima di 6 locations sorrentine di straordinario interesse culturale o paesaggistico, che ospiteranno i 20 eventi internazionali di una kermesse pronta a far salire sul palco artisti di alto profilo per incrementare il turismo ed allo stesso tempo offrire ai cittadini spettacoli unici nel proprio genere.

Sorrento Incontra è parte integrante del contenitore di eventi fortemente voluti dal Comune di Sorrento, come si evince dalla parole del Sindaco Giuseppe Cuomo: “Sorrento Incontra è una bellissima rassegna, ed il concerto della Barcelona Gipsy Balkan Orchestra rappresenta il primo appuntamento dell’estate 2018. La città accoglie artisti di caratura nazionale ed internazionale in luoghi di interesse storico: si parte dalla Villa Comunale fiduciosi di ripetere il successo delle ultime edizioni. Si tratta di eventi che vogliono promuovere la nostra città, attraverso lo spettacolo che va a fondersi con la cultura per celebrare Sorrento nel mondo".

La magia della città del Tasso non lascia indifferente Mvula Sungani, direttore artistico dell’evento: “Il festival nasce essenzialmente per raccontare le bellezze culturali di Sorrento attraverso performance artistiche molto interessanti. Il programma è molto vario: si passa dalla musica etnica a quella classica passando per il jazz, allo scopo di rappresentare generi diversificati in un unico cartellone, che mi auguro incontrino i gusti di turisti e cittadini. A mio parere il modo migliore per raccontare un territorio è trasformarlo con i nuovi linguaggi di giovani artisti pronti a raccontarlo ad altre generazioni in una sorta di cross-over. La kermesse si apre con la Barcelona Gipsy Balkan Orchestra, gruppo multietnico pronto a proporre un concerto pieno di energia. Ritmo travolgente ad accompagnare la bellissima voce dell’interprete principale, per uno spettacolo che credo riuscirà ad equiparare quello di Ara Malikian dello scorso inverno”

La Barcelona Gipsy Balkan Orchestra è energia allo stato puro. Musica balcanica made in Barcelona, con melodie ricercate ma soprattutto ritmi incalzanti che rapiscono il cuore, trasformando gli spazi sotto il palco ed i giardini circostanti in luoghi dove liberare il corpo alla danza. Contaminazioni musicali per un gruppo multietnico che sa unire diverse culture e generazioni. 7 i componenti, provenienti da Spagna, Francia, Grecia, Serbia, Ucraina e Italia. Mattia Schirosa è il fisarmonicista rappresentativo del Belpaese, voglioso di esternare idee ed armoniosità della musica balcanica: “Siamo un collettivo di musicisti provenienti da esperienze completamente diverse. Ci siamo incontrati a Barcellona in jam session, ed abbiamo trovato nella musica balcanica un fantastico repertorio per mantenere una magia vecchia, provando a riprodurla in una forma più attuale. La scelta di intitolare il nostro ultimo album in esperanto non è casuale, in quanto si tratta dell’unica lingua in grado di esprimere la diversità culturale nel nostro gruppo. Abbiamo perciò optato per un idioma neutro, l’esperanto, perché è un progetto linguistico che mira ad integrare abbracciando tutte le lingue latine mediterranee. “Avo Kanto” vuol dire “Canzoni degli avi”, e nel disco traspare la volontà di recuperare melodie antiche ma ancora capaci di arrivare dritte all’anima di popoli completamente diversi tra di loro. Il filo conduttore è l’impronta sonora del nostro gruppo: pur interpretando canzoni appartenenti a paesi completamente differenti, il nostro pubblico ci conferma che il colore e gli arrangiamenti che proponiamo sono il collante dell’intero progetto. Sorrento ci è piaciuta tantissimo, anche perché sembra proiettata in una dimensione d’altri tempi, con la sua tranquillità che è poi la stessa che si trasmette con la nostra musica. Una canzone che potrebbe rappresentarla è senz’altro di matrice greca, perché mi ricorda tanto le isole elleniche dove siamo soliti esibirci in tour, e si chiama “Livisiani mou”, un pezzo dei greci di Anatolia, ovvero degli antichi greci che vivevano in Turchia”.

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