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Pompei - Manifestazione del 1 maggio, mons. Caputo vicino agli operatori del turismo

Le parole dell'arcivescovo in una lettera: «La pandemia non ha risparmiato nessuna delle nostre debolezze»

tempo di lettura: 3 min
01/05/2021 12:14:42

L'Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, ha accolto le parole del sig. Fiorentino, in merito al coordinamento "Rilancio del Turismo" di Pompei, Sorrento, Amalfi, Capri e Ischia, che questa mattina manifesta nella città mariana per sensibilizzare gli amministratori e l'opinione pubblica sulle gravi difficoltà che questo fondamentale settore economico sta attraversando a causa della pandemia. Inoltre, il vescovo ha già garantito dallo scorso 23 aprile piena vicinanza personale ai operatori del settore dell'accoglienza, in occasione del primo maggio.

«Gentile Sig. Fiorentino –scrive in una lettera-, la Sua lettera descrive, in termini pacati, reali e veritieri, la drammatica situazione di un comparto così vitale per il nostro territorio come quello del turismo e dei suoi numerosissimi operatori. È a tutti noto che “turismo”, nelle nostre zone, indica la più vasta delle filiere economiche, poiché tocca, in sostanza, tutti i rami delle diverse attività dalle quali trae linfa, oltre al sostegno materiale, anche il progresso sociale e culturale di un territorio dotato di incomparabili risorse ambientali e paesaggistiche.»

«Sulla vita di molte persone, soprattutto le più deboli e indifese – che non si finirà mai di rimpiangere nel conservarne grata memoria – come sul complesso così straordinario delle nostre risorse, si è abbattuta, e continua a farlo, la forza violenta e misteriosa di un virus che sta mettendo a dura prova ciascuno di noi, come singolo e come parte di una comunità che si sente ferita e, a tratti, smarrita. »

«La pandemia non ha risparmiato nessuna delle nostre debolezze e continua a infierire anche sugli errori e sulle inadempienze di un passato che presenta, oggi, conti implacabili, ma forse anche ingenerosi. Va tenuto, infatti, in debita considerazione che la pandemia ha colpito proprio nel momento in cui nuove speranze e un rinnovato clima di fiducia stavano abbracciando un settore turistico apparso pronto e attrezzato per mettere a frutto l’apporto di nuove tecnologie e di una transizione ecologica e digitale che, nel rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente, apriva prospettive di sicuro interesse anche sotto il profilo occupazionale. »

«Il fermo forzato è stato certamente traumatico. Lo choc continua a essere enorme, come Lei afferma nella lettera, per “migliaia di famiglie senza alcun reddito tra lavoratori stagionali, piccoli gestori di attività ricettive, guide ed accompagnatori turistici, autisti Ncc e professionisti impegnati a diverso titolo, fino al 2019, in uno dei pochi settori trainanti dell’economia regionale”: è questa la conseguenza di un dramma sotto gli occhi di tutti. »

«Ha ben ragione ad affermare che si tratta di “uno dei pochi settori trainanti dell’economia regionale”: sappiamo bene che la nostra Campania, la regione di punta di un Mezzogiorno che attende ancora un riscatto, è gravata da problemi strutturali tanto acuti e profondi da essere diventati l’anello debole del piano programmato per la ripresa e la rinascita di tutto il Paese.»

«Ma senza dubbio ogni piano, in questo tempo della pandemia, non può che partire dalle situazioni che voi oggi rappresentate: quella di esponenti, tutti insieme, di un comparto che cerca la via della rinascita e mette in campo le proprie energie, le proprie capacità e la propria sperimentata professionalità. Nel momento in cui le difficoltà sono ancora al centro della scena, a un settore come il vostro, la solidarietà spetta di diritto. È in sostanza una forma, e mai abbastanza congrua, di un risarcimento dovuto.»

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