Cultura & Spettacolo
shareCONDIVIDI

Pompei - Inaugurata la mostra 'Il Nilo a Pompei', seconda tappa del racconto della diffusione dell'Egitto in Occidente

Greco, direttore Museo Egizio: «Sinergia e ricerca rappresentano il futuro dei poli museali». Christillin, presidente della Fondazione Museo Egizio: «Siamo fieri di condividere il nostro percorso culturale con Pompei e Napoli».

tempo di lettura: 4 min
di Mauro De Riso
19/04/2016 21:30:46
Pompei - Inaugurata la mostra 'Il Nilo a Pompei', seconda tappa del racconto della diffusione dell'Egitto in Occidente

Torino, Pompei e Napoli unite da un unico progetto espositivo che racconta le tappe della diffusione dell'Egitto nella civiltà occidentale. La prestigiosa mostra intitolata “Il Nilo a Pompei” si articola in tre luoghi e quattro tempi e racconta gli influssi e gli innesti sociali, spirituali, politici e artistici originati da culti transitati per la terra del Nilo. Il secondo capitolo ha tenuto banco oggi all'interno del siti archeologico pompeiano ed è stato presentato in anteprima alla stampa a margine di una conferenza a cui hanno preso parte il Soprintendente dell'area archeologica di Pompei, Ercolano e Stabia, Massimo Osanna, il direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, il presidente della Fondazione Museo Egizio, Evelina Christillin, il direttore del Museo Archeologico di Napoli, Paolo Giulierini, il commissario al Grande Progetto Pompei, Luigi Curatoli, e il curatore della mostra, Marco Fabbri. L'allestimento clou dell'esposizione ha riguardato indubbiamente l'installazione all'interno della Palestra Grande di sette statue monumentali delle dea Sekhmet e di una statua raffigurante il faraone Thutmosi III, ma è opportuno annoverare anche la riapertura della Casa dei Pigmei e del Tempio di Iside, restaurate per l'occasione e nuovamente fruibili al pubblico che può così godersi le contaminazioni tra il mondo romano antico e quello dei faraoni. La terza fase avrà come scenario il Museo Archeologico di Napoli, mentre l’intero progetto si concluderà l'8 ottobre con la riapertura della collezione egizia nel museo partenopeo.

Il direttore del Museo Egizio, Christian Greco, ha esaltato la sinergia tra le tre istituzioni culturali di Pompei, Napoli e Torino e ha spiegato le caratteristiche su cui dovrò basarsi la nuova frontiera museale per sopravvivere: «Questa è la seconda tappa di un percorso scientifico inaugurato il 4 marzo con l'apertura della mostra nel Museo di Torino - ha spiegato Greco -. Abbiamo la fortuna di ospitare 330 reperti provenienti da vari enti prestatori, 172 dei quali da Pompei e Napoli, mentre l'allestimento del sito archeologico pompeiano prevede la presenza di sette statue della dea Sekhmet e di una statua del faraone Thutmosi III. Si tratta di un percorso di ricerca che si pone l'intento di investigare sulle influenze dell'Egitto nella sponda sud del Mediterraneo. Il nostro museo ha riaperto il primo aprile nella nuova versione di ente di ricerca, unica soluzione disponibile ai musei per garantirsi la sopravvivenza a lungo termine. Si parla tanto della necessità espressa dall'articolo 9 della Costituzione di separare tutela e valorizzazione, ma io non sono d'accordo con questa concezione. Sono infatti convinto che occorrano contenuti nuovi da trasmettere al pubblico per non essere una semplice vetrina e per diventare un polo comunicativo di prima fascia. Siamo un museo vivo, dinamico, in continua evoluzione».

Il tema delle connessioni e delle sinergie sta particolarmente a cuore di Evelina Christillin, presidente della Fondazione museo Egizio, la quale ha sottolineato l'importanza della valorizzazione dell'immenso patrimonio culturale di cui dispone il Bel Paese nell'ottica del rilancio economico e sociale dell'Italia intera: «La collaborazione tripartita proseguirà il 28 giugno presso il museo Archeologico di Napoli. Siamo fieri di ospitare a Torino una collezione importante e abbiamo deciso di istituire un fil rouge con il territorio artisticamente più coinvolto dalla trasmigrazione della cultura egizia verso l'ellenismo e, in una fase successiva, verso la romanità. Abbiamo ereditato la collezione artistica acquisita circa 200 anni fa e siamo ben lieti di condividere il nostro percorso con Pompei e Napoli. Un anno fa abbiamo inaugurato il nuovo Museo Egizio nel segno della continuità col passato, dato che nel corso dei 1080 giorni di lavori finanziati attraverso una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato, non abbiamo mai chiuso i battenti compiendo un duplice sforzo ripagato ampiamente dal milione di visitatori che contiamo di raggiungere entro pochi giorni. A soli 12 mesi dall'apertura possiamo già disporre di una mostra itinerante a testimonianza della centralità progettuale che affidiamo alla produzione culturale e artistica. In qualità di presidente dell'Enit designata da Renzi, ho il dovere di promuovere il turismo italiano all'estero, il che è possibile solo attraverso il rilancio di tutte le attività produttive, in primis i beni culturali in virtù dell'inestimabile valore del nostro patrimonio culturale».

Video
play button

Castellammare - Pasqua 2026, Via Crucis sul lungomare presieduta da Mons. Alfano

2 ore fa
share
play button

Venezia - Juve Stabia. Conferenza stampa di mister Ignazio Abate

2 ore fa
share
play button

Torre Annunziata - «Avete fatto bingo Brigadie'». Carabinieri trovano arsenale per una guerra

27/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Spezia 3-1. Il commento a fine gara di mister Ignazio Abate

22/03/2026
share
Tutti i video >
Cultura & Spettacolo







Mostra altre


keyboard_arrow_upTORNA SU
Seguici