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Cultura & Spettacolo

Pompei - Cambierà lo sviluppo sostenibile ed il turismo dopo il Coronavirus?


Se ne è parlato ieri nel corso del webiner organizzato da BITMAT. Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, fra gli ospiti del seminario.

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Sostenibilità territoriale, patrimonio culturale e turismo, economia circolare, trasporti e mobilità, e nuove tecnologie. Cambierà lo sviluppo sostenibile ed il turismo dopo il Coronavirus?

Sono questi i temi affrontati ieri 29 maggio  nel webiner organizzato da  BITMAT.  Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, fra gli ospiti del seminario.

L'incontro online, tenutosi nel pomeriggio di oggi, diviso in due parti, è stato condotto e moderato nella prima fase da Cinzia Pasquale, Presidente Camera Forense Ambientale  e da Silvia Paparella, CEO REMTECH EXPO, e ha avuto come ospite ed interlocutore  Dario Franceschini, Ministro per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, ed Alessandro Bratti, Direttore Generale Ispra (Istituito Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Si è parlato di economia sostenibile e di turismo, cultura ed ambiente, e di come essi potranno interagire fra loro. Nella seconda fase del seminario invece Massimiliano Cassinelli, Direttore Scientifico BITMAT ha dialogato con Massimo Osanna, Direttore Parco Archeologico di Pompei, con Fabio Pressi, CEO di Infoblu S.p.a. (Gruppo Telepass), e con Renzo Iorio, CEO di Nugo S.p.a. (Gruppo Ferrovie dello Stato).

Con l'emergenza sanitaria che ha causato, prima l'arresto, per quasi tre mesi, del nostro Paese, e dopo una ripartenza contingentata e cauta, il settore culturale e turistico è stato fra le sfere economiche maggiormente colpite. Necessita dunque un determinato e specifico piano di ripartenza e sviluppo per questo settore, che prima del Coronavirus, costituiva oltre il 15 % del PIL italiano. Da  molto tempo inoltre, e mai come in questi ultimi anni, si affrontavano temi quali la sostenibilità e l' ambiente; argomenti che sono stati al centro dell'osservazione e delle discussioni, proprio in questi giorni, quando è stato evidenziato come, un temporaneo arresto dell'attività produttiva, abbia ridotto notevolmente, in poco tempo, i livelli di inquinamento in tutto il mondo.

Da qui lo spunto di riflessione che è protagonista della discussione via web di oggi. Due temi che rappresentano una parte importante della nostra economia, che potrebbero essere affiancati ed addirittura integrarsi. Di una cosa si è certi: l' emergenza sanitaria può costituire l'input verso un cambiamento positivo.

Il turismo rappresenta il 10 % del PIL mondiale, e ad esso è legata la mobilitazione  di grandi masse. In questo momento storico è indispensabile definire una strategia di attrazione del nostro patrimonio territoriale e culturale, in grado di essere garanzia di tutela della salute. Per farlo è necessario evitare assembramenti e ciò è possibile indirizzando il flusso turistico verso anche aree ritenute periferiche. Al tempo stesso è importante comprendere che la sostenibilità non è solo una necessità ambientale ma può costituire un'opportunità di crescita per l'industria turistica. Da qui la proposta di orientarsi verso un turismo sostenibile.

L'obiettivo del  seminario è quello di indirizzare l'attenzione su argomenti di conoscenza trasversale, indispensabile a comprendere ed anticipare i possibili scenari futuri, sollecitando un dialogo attivo sugli argomenti della sostenibilità e della Green Economy, tecnologie sostenibili e strategie competitive, da impiegare nel settore turistico. Nel mezzo di una crisi sistemica, come quella in cui ci troviamo, bisogna affrontare il problema da un diverso punto di vista e passare da un tipo di economia del consumo ad un mercato sostenibile. È indispensabile incentivare le imprese, affinché diventino sempre  più competitive, scegliendo modelli di economia circolare, ed è qui che si inserisce anche “l'industria” del turismo. La strada da seguire deve essere quella di definire una strategia di attrazione del nostro patrimonio territoriale e culturale.

È intervenuto per primo il Ministro del Mibact, Dario Franceschini, il quale ha esordito affermando quanto la crisi potrebbe essere da stimolo ad un cambiamento, che era già da tempo richiesto. Continua Franceschini  sottolineando quanto l'emergenza, abbia reso noto, anche ai non esperti del settore, che in Italia il patrimonio culturale materiale ed immateriale è una parte dell'identità del Paese e delle realtà locali,  ed è ciò per cui l'Italia è conosciuta nel mondo: “Investire in questo settore non è soltanto un  obbligo morale e costituzionale, (perché noi dovremmo essere molto orgogliosi di essere fra gli unici paesi al mondo che ha fra i suoi principi fondamentali della Costituzione, all'art. 9 il principio  della tutela storica artistica della nazione e del paesaggio, ed è  straordinario pensare alla lungimiranza dei padri costituenti, nel parlare di tutela come dovere, già settanta anni fa), ma è un obbligo economico perché investire in questo settore è una  scelta vantaggiosa, perché il nostro patrimonio culturale è ciò che ci rende più competitivi nel mondo.” Franceschini ha proseguito evidenziando quanto sia importante investire nella cultura, sia per la tutela che per la promozione.

I piani sulla gestione del turismo fino a pochi mesi fa in Italia riguardavano il governare una crescita impetuosa, (secondo alcuni studi la meta mondiale preferita dalla maggior parte dei viaggiatori risultava l'Italia) distribuendo i flussi sul territorio nazionale, evitando che vi fosse un sovraffollamento insostenibile, nei luoghi più comunemente gettonati, a discapito di altri meno noti ma di eguale valore artistico e culturale. Oggi questo piano strategico, rivisto, potrebbe ritornare utile per evitare gli assembramenti, dovuti all'emergenza sanitaria. Secondo il Ministro Franceschini l'obiettivo attuale dovrà essere quello di “incentivare il turismo interno e di far scoprire tutta la bellezza enorme che c'è in giro in Italia, al di fuori dei luoghi più conosciuti, e di sviluppare una mobilità sostenibile anche verso il mezzogiorno, che sebbene vanti un inestimabile patrimonio culturale, è penalizzato dalla mancanza di trasporti.


” Prosegue sostenendo che sarà una sfida importante e servirà a preparare il nostro Paese a quando, terminata l'emergenza, ritornerà il turismo internazionale, e ci dovrà essere una crescita ed una distribuzione del turismo sostenibile, sparso su tutto il territorio nazionale, che possa portare ricchezza ed un turismo colto , in grado di rispettare i luoghi visitati e “non il turismo  mordi e fuggi, che  consuma e non lascia nulla”. Si è parlato poi di alcuni dei progetti che riguardano il patrimonio culturale, come la valorizzazione delle opere d'arte che sono nei depositi dei musei e che potrebbero ritornare nei luoghi di appartenenza, “le opere d'arte in Italia non sono solo nei musei, alcuni viaggiatori hanno detto che quando vieni in Italia non capisci se sei in un museo o fuori da un museo, la bellezza del nostro patrimonio architettonico e paesaggistico è talmente grande che l'Italia è un  museo a cielo aperto, un enorme museo diffuso.”.

Il turismo moderno è un turismo che vuole immergersi nell'esperienza e  non solo essere spettatore. É stato ipotizzato come, nel progetto di una valorizzazione ampia del territorio, i borghi disabitati potrebbero diventare dei veri e propri musei da vivere. Ecco che le idee innovative e circolari si inseriscono nello sviluppo del patrimonio, riadattandosi alle nuove esigenze.  Nel corso del seminario il ministro Franceschini ha illustrato tutte le misure di sostegno economico messe in campo dal Governo per superare la crisi del settore culturale e turistico, e per sostenere tutti i lavoratori e le imprese del settore. Si è analizzato poi quanto il cambiamento  possa favorire un tipo di turismo più green e sostenibile, un turismo lento, legato ai borghi, alle passeggiate, alla natura, alle piccole città d'arte e ad un utilizzo maggiore delle tecnologie, per la diffusione della cultura, qualora non fosse possibile riunirsi. Si è parlato del rapporto fra turismo e mobilità e si è notato di quanto il turismo di massa, e non di qualità, possa incidere negativamente sull'inquinamento dovuto alla mobilità, e si è individuata come risoluzione quella di favorire ed incentivare un turismo intelligente.

È intervenuto poi Alessandro Bratti, Direttore Generale Ispra, con il quale si sono affrontate questioni strettamente legate al tema dell'economia circolare e alla biodiversità. È stato analizzato come, a livello di sviluppo, le politiche ambientali trovino in questo momento terreno fertile e di come le tecnologie possano favorire la sostenibilità ambientale, come la mobilità o lo smartworking.  Sviluppare un turismo intelligente ed un turismo ambientale, non può che produrre degli effetti positivi sia sull'ambiente che sulla diversificazione dei flussi, sul territorio nazionale. A tal proposito Ispra si sta impegnando a diffondere la cultura del turismo in aree, parchi e riserve naturali, attraverso anche la promozione di marchi ecologici.

Nella seconda parte del seminario si sono affrontati nello specifico i temi riguardanti i cambiamenti necessari la ripresa turistica dei poli culturali, e di come muterà la mobilità territoriale, legata agli spostamenti turistici.

Particolarmente interessante è il dibattito fra  Massimiliano Cassinelli, Direttore Scientifico BITMAT e Massimo Osanna, Direttore del Parco Archeologico di Pompei.

Pompei, che ha riaperto lo scorso 26 maggio, è con i suoi 4 milioni di visitatori all'anno, come ricorda  Cassinelli, “tappa obbligata per chi vuole conoscere l'Italia”,  quest'anno però come tutti gli altri poli culturali, non raggiungerà i medesimi afflussi.

Il direttore Osanna ha illustrato le misure di sicurezza adottate per la riapertura, che avverrà in due fasi (la prima il 26 maggio e la seconda il 9 giugno) e le strategie affinché la crisi possa costituire uno slancio alla creazione di una “rinnovata Pompei”. La particolarità, dei nuovi itinerari previsti per la visita degli scavi, è caratterizzata dalla novità di percorsi green, per valorizzare i luoghi a cielo aperto di cui Pompei è ricca come i giardini delle case, il prato della Palestra Grande ed i vigneti. Nella seconda fase di riapertura saranno inoltre introdotti dei sussidi tecnologici, come un'app per guidare i visitatori attraverso i percorsi obbligati, e che darà indicazioni su eventuali possibili assembramenti da evitare, e l'introduzione di un braccialetto elettronico usa e getta.
“Una Pompei green grazie all'ausilio di nuove tecnologie, improntate sull'economia sostenibile e circolare”.

L'altro punto di forza che riguarderà la seconda fase della riapertura degli scavi di Pompei, è uno dei temi principali della nuova strategia turistica e culturale affrontata dal governo: lo sviluppo delle aree periferiche meno note. Uno degli obiettivi, infatti, descritti dal direttore Osanna è quello di dare maggiore spazio e visibilità ai siti periferici dell'area archeologica, quali Stabiae, Oplontiis e Boscoreale.
“Per favorire la visita di questi luoghi si sta pensando di chiudere Pompei per un giorno a settimana. Inoltre si sta lavorando per far si che l'alta velocità raggiunga Pompei, e da lì partano delle navette elettriche per i siti periferici; e magari anche per poli culturali vicini, ma non appartenenti al Parco Archeologico di Pompei, come ad esempio Ercolano.”

Sono intervenuti infine Fabio Pressi, CEO Infoblu – gruppo telepass e Renzo Iorio CEO Nugo – gruppo ferrovie dello stato. L'obiettivo che parte oggi, ma che dovrà restare un punto fermo per il futuro, è che la mobilità su strada e quella dei trasporti pubblici, devono lavorare insieme, in modo complementare, mirando ad una mobilità totalmente sostenibile.



Pompei - Cambierà lo sviluppo sostenibile ed il turismo dopo il Coronavirus?

sabato 30 maggio 2020 - 09:36 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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