Rino DE Feo e Pietro Bulla
Rino De Feo, lo chef matto che abbiamo imparato ad amare grazie alla sua cucina napoletana che sa d’oriente, ci regala un’altra avventura, questa volta in Russia, a Mosca. Il ritorno in Italia per presentare il suo nuovo libro, "Chef sarà lei" edito dalla casa editrice Mea Edizioni, l’ha costretto ad un blocco, per forza maggiore, nella sua Castellammare, una terra che ama. Il covid non era ancora arrivato in Italia, almeno questo credevamo tutti, ma nella sua nuova casa, la Cina, era impossibile fare ritorno. Allora, da matto qual è, sono iniziate decine di collaborazioni nei locali del suo territorio, mille follie nei tanti locali che l’hanno richiesto come se fosse acqua. Poi il lockdown imposto per legge, l’Italia che si fa Lombardia e la chiusura. Tutto ciò non ha fermato la sua creatività. Nelle quattro mura di casa ha continuato con i suoi piatti, le sue invenzioni nel solco della tradizione che arrivavano via social al mondo. Tanti i video, tante le dirette, gli articoli sulla stampa e… decine e decine le chiamate. Tra queste, una proveniente dalla Russia, da Mosca, una telefonata con interprete. “La seguiamo da un bel po’, abbiamo un’idea”. E oggi è in Russia a costruire il suo nuovo progetto di vita culinaria. Il figlio che sta nascendo si chiama Ekeré. Lo abbiamo sentito. Ci ha raccontato un po’ cose.
Che cos’è Ekeré?
Ekeré è la mia nuova follia, sarà un ristorante napoletano di pesce, un ristorante di lusso, qualcosa che ovviamente qui manca, per come lo sto progettando ovviamente.
Un progetto che parla napoletano… Stabiese oserei dire, porto sempre un pezzo di Castellammare con me. Gli odori, i sapori, i colori son sempre della mia terra. Ma parla anche italiano, meridionale, parla del sud, al mio fianco immancabile come sempre c'è il mio amico Siciliano Chef Pietro Bulla.
Parlaci del tuo locale.
Il locale che apriremo a Mosca si trova in un posto bellissimo che si chiama "Dream Island" un mega parco giochi di lusso, un castello che viene fuori da una favola insomma. Non ci sarà solo l'apertura del mio locale, ma anche un ristorante internazionale dedicato ai bambini e una pizzeria Napoletana, ma la novità più importante che prenderemo uno spazio lì all'interno dei uno dei nostri locali è farò un piccolo caseificio per produrre le mie mozzarelle, burrate, ricotta, tutto quello che insomma ci sarà da fare.
Il primo impatto con la Russia…
Qui non è facile, è un mondo nuovo per me, però la forza , l’energia arriva da una squadra che ho trovato nella compagnia Russa che si chiama Restada Group. Il freddo di questi giorni lo sto colmando lavorando, creando e riempendomi di calore umano. Devo dire che ci hanno accolto come in una famiglia.
E il covid? Quale impatto su Mosca?
Qui in Russia sembra che non sia successo nulla, tutto è tornato alla normalità. All’inizio sembrava tutto surreale, poi ci siamo abituati anche noi. I russi hanno affrontato l’emergenza in maniera diversa. Tutto procede con ordinaria normalità, la gente si vaccina da Novembre e anche noi tra 10 gg faremo il vaccino Sputnik.
E la signora “nostalgia”? Come si sta comportando con te?
Penso la mia terra la mia famiglia, i miei amici ogni giorno ogni momento, mi preoccupo, mi emoziono ma la vita è così e oggi io sono qui anche per portare un po’ di noi della nostra cultura della nostra terra in Russia. Mi sento un ambasciatore di Castellammare nel mondo e spero di far amare la mia terra non dico come la amo io, ma giù di lì.
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