Cultura & Spettacolo
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Castellammare - Questione Supercinema, un comitato per salvare il teatro stabiese

Associazioni, attori e semplici cittadini chiedono un incontro al sindaco Gaetano Cimmino.

tempo di lettura: 5 min
08/01/2021 17:42:37

Immagine dal web non associata alla notizia

Teatro Supercinema: le associazioni cittadine, gli attori stabiesi e tanti semplici cittadini chiedono al sindaco Gaetano Cimmino un incontro “per capire come intraprendere insieme un percorso virtuoso che non possa far perdere alla città il cuore pulsante della sua storia teatrale degli ultimi trent’anni”.

L’obiettivo è salvare il teatro a Castellammare di Stabia minacciato dalla paventata chiusura del Supercinema. Per questo, le associazioni  Alegrìa, Associazione Culturale Teatro Tunica Compagnia Teatrale di Luca Nasuto, Cooperativa di Teatro C.A.T. e l’Associazione La Sveglia hanno formato un comitato promotore a cui hanno subito aderito tante altre realtà stabiesi, decine di attori e tantissimi cittadini comuni.

Di seguito la lettera indirizzata al sindaco:

La notizia di alcune settimane fa apparsa sugli organi di stampa, della vendita del Teatro Supercinema di Castellammare non può e non deve riguardare solo ed esclusivamente gli interessi della famiglia Montillo che ha deciso di alienare lo stabile e/o una sola quota di un pezzo di storia della nostra città.

La questione non riguarda solo gli addetti ai lavori e le tante compagnie presenti nella città delle acque, il Teatro Supercinema, già Cinema Savoia, è stato per anni un polmone culturale per la città. Ha svolto, come tutti i teatri d’altronde, una funzione sociale. Si sa, il teatro si svolge nella concreta dimensione territoriale, il suo rapporto con la popolazione incarna una sorta di “avventura amorosa”, che se in principio può essere destinata a durare soltanto pochi giorni, successivamente, dopo la rappresentazione, durerà per sempre ed incarnerà un pezzo di vita di chi quel tavolato lo avrà calpestato rimanendo indelebile per la città e per chi quell’esperienza l’ha vissuta: pubblico e compagnia.

La Storia è l’insieme delle piccole storie che fanno la storia.

Tante le compagnie, i personaggi illustri che hanno calcato quel palco. Tanti gli uomini e le donne che su quelle tavole hanno vissuto anche per pochi istanti l’esperienza magica che solo il teatro e le arti figurative sanno dare. Sì, perché il teatro è magia, una magia che può intrecciarsi con le vite degli abitanti che oltre i muri della stessa città, soprattutto i più giovani, non immaginano.

Ed è ancora più magia in una città teatro come la nostra che ha dato i natali a Raffaele Viviani, ad Annibale Ruccello, a Ciro Madonna, a Vanni Baiano, a Lello Radice, a Piero Pepe ed il compianto Italo Celoro, che voleva fortemente un teatro stabile pubblico comunale e fece di questa battaglia un terreno di impegno nell’ultimo cammino della sua vita.

Il ruolo della matrice spaziale nell’esperienza teatrale è d’altronde ben noto anche a coloro che agli spettacoli assistono. Lo spettatore conosce i ritmi spaziali delle stagioni teatrali, che comportano anche l’alternanza dei luoghi nei quali possono essere messi in scena gli spettacoli.

La mancanza di un teatro nella propria città, se non si è un addetto ai lavori, non si sente fino a quando non si parla con qualcuno che invece nel teatro ha vissuto momenti importanti in varie fasi della sua esistenza, perché un teatro è molto più di un luogo dove si va a vedere uno spettacolo pagando un biglietto.

Quelli della nostra generazione sanno cosa ha significato la chiusura verso la fine degli anni ottanta di tutte le strutture teatro cinema di Castellammare e la riapertura della prima sala, il Supercinema, con una pellicola che tanti di noi amano proprio perché ha rappresentato un segno di rinascita: Sud di Gabriele Salvatores.

I teatri, però, non sono certo i luoghi esclusivi delle rappresentazioni sceniche. Sono ben altro. Il Supercinema potrebbe diventare il simbolo della rinascita culturale della città, potrebbe essere un centro artistico con laboratori teatrali per ragazzi e adulti, ma anche laboratori di canto e di coreutica, potrebbe diventare un centro di formazione per i giovani che vogliono avvicinarsi al teatro non solo in quanto attori, ma anche come tecnici e scenografi. In questo difficile momento storico si potrebbe prestare più attenzione a tutte le realtà teatrali che vivono sul territorio, fare insieme una rete e progettare non soltanto un cartellone nazionale, ma anche un cartellone nel quale anche le realtà regionali e provinciali possano esprimersi.

La città potrebbe diventare un esempio vero di come la cultura può vivere e far vivere,un esempio a cui guardare, finalmente un esempio positivo.

Per questo e per altri motivi chiediamo a tutti quelli che amano il teatro, a quelli che non lo amano ma ne comprendono il grande valore sociale e culturale, alle compagnie teatrali di ogni ordine e grado, alle associazioni culturali operanti sul territorio e all’Amministrazione comunale di unirsi in una battaglia per difendere con tutti i mezzi a nostra disposizione il teatro Super Cinema. D’altronde le proposte messe in campo dall’Amministrazione Comunale inerenti il riattamento del Palazzetto del Mare, destinandolo a teatro potrebbe essere solo un’aggiunta per piccole rappresentazioni, in quanto la struttura è inadeguata per essere un teatro consono alla storia e al numero di abitanti della nostra città.

Crediamo, e siamo convinti che, mai come ora, la priorità sia di donare alla città finalmente il tanto agognato teatro comunale “Raffaele Viviani”, un’opera che la città aspetta da troppi anni, e che la soluzione migliore per arrivare a questo scopo passi per la vertenza Supercinema.

I sottoscrittori di questa nota chiedono pertanto al Sindaco della Città che, dopo la dipartita del compianto Lello Radice, uomo d’arte e Vicesindaco di Castellammare, detiene le delega alla Cultura, un incontro con tutti gli operatori culturali teatrali e non, per capire come intraprendere insieme un percorso virtuoso che non possa far perdere alla città il cuore pulsante della sua storia teatrale degli ultimi trent’anni.

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