Si concluderà stasera con una grande festa nel sagrato della chiesa di Santo Spirito a Quisisana, nei pressi della reggia borbonica, il progetto “Tutti giù per Terra” di padre Mario Cavaliere, parroco delle chiese di San Matteo apostolo e Santo Spirito. ”I bambini e i ragazzi che vi hanno preso parte sono stati più numerosi di quanto ci si sarebbe mai aspettati”, ha affermato con gioia il giovane sacerdote. "La gita al monte Coppola, un percorso boschivo tutto in salita di circa un'ora fino alla piazza, è stata una prova del grande spirito di coesione e di propensione alla solidarietà che ha animato l’intero gruppo di giovani”, ha spiegato il parroco. Ieri, infatti, i circa quaranta giovani che hanno partecipato al progetto "Tutti giù per Terra", guidati dallo stesso padre Mario, da suor Daniela Galletto, dalle esperte catechiste educatrici, dagli educatori e dai giovanissimi dell’ACR di Santo Spirito e San Matteo, hanno chiuso, con un pic-nic e un saluto al monte Coppola, l’ultima tappa prevista dalla tabella di marcia del progetto.
“Un’esperienza importante, per noi catechiste, assistere alla graduale maturazione e alla crescita spirituale dei nostri ragazzi…un momento di progresso umano e civile davvero fondamentale per tutti, grandi e piccini”, hanno spiegato Monica, Carmela, Alessandra, Anna, Marianna che insieme agli altri educatori e giovani in queste due settimane si sono alternati nel guidare i laboratori e i giochi.
Enorme l’entusiasmo dei genitori che hanno salutato il progetto come “una delle rare realtà in cui si sono spese gratuitamente energie e risorse materiali e culturali per i bambini e i ragazzi dei quartieri delle frazioni più periferiche di Castellammare”.
“Il nostro tornaconto – ha proseguito don Mario - consiste puramente nell’offrire pari opportunità a chiunque voglia o necessiti di vivere momenti di allegria e di supporto allo sviluppo delle capacità artistiche e intellettive. Fornendo un’occasione di crescita culturale ed etica, investendo molto nel sensibilizzare alla preservazione e alla custodia del creato, coltiviamo la speranza che le giovani generazioni imparino ad amare e a rispettare sempre di più i luoghi in cui vivono. La stagione estiva – ha chiosato infine il sacerdote - è un tempo propizio per imparare a conoscersi nel rispetto delle reciproche diversità e credo che questo sia possibile solo stando insieme."