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Cultura & Spettacolo

Castellammare - 'Il coraggio della libertà', il coraggio di Blessing


Una nigeria che ha sofferto e reagito ai soprusi della vita. La sua storia raccontata ieri al MUDIS.

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Una storia cruda, crudele. Una storia di forza e di ferocia. Una storia di libertà e di solidarietà. Una storia che ha bisogno di essere raccontata, che deve fungere oltre che da testimonianza anche da esempio. Una storia che vale la pena di ascoltare: quella di Blessing Okoedion che ieri 30 novembre alle olre 16.30 a Castellammare di Stabia presso il MUDIS,  Museo Diocesano,  è stata raccontata dalla stessa Blessing e dalle testimonianze delle donne che l'hanno aiutata, e di donne che si impegnano a sostenere le vittime di violenza.

Blessing è una giovane  nigeriana, alta, dal portamento fiero, testa alta e sguardo vivo. Blessing è una donna che ha sofferto, che è stata ingannata ed usata come un oggetto. Blessing ha conosciuto l'orrore del tragico fenomeno della tratta delle donne nigeriane e della prostituzione. Blessing ha saputo con grande forza salvare se stessa e ritrovare la libertà; e lo ha raccontato in un libro, intitolato appunto, “Il coraggio della libertà” e ieri ha voluto condividere la sua storia con una platea di quasi cento ascoltatori.

Il suo è un libro autobiografico narra di una donna  di 26 anni nigeriana, laureata in informatica, che cerca di costruirsi il suo futuro personale e lavorativo a Benin City. Qui incontra una donna pia, membro di una delle tante chiese pentecostali che le dà lavoro, e un giorno le propone di andare a lavorare per il fratello che gestisce dei negozi di informatica in Europa. Ma una volta arrivata in Italia non c'è nessun negozio di informatica. C'è solo la strada. Si rende conto di essere stata venduta come una merce per il mercato del sesso a pagamento, come migliaia di altre donne nigeriane. Un inferno. Si ribella, fugge e denuncia. Viene portata a Casa Rut, a Caserta, dove, grazie all'accompagnamento delle suore orsoline, cerca di ricostruire se stessa, la sua vita, la sua fede. Ritrova dignità e libertà e ora è pronta a spendersi perché altre donne nigeriane trovino la forza e il coraggio di spezzare le catene di questa schiavitù. Il testo è anche corredato da una presentazione di A. Pozzi sulla tratta e sfruttamento delle donne in Nigeria.

Con l'autrice ha partecipato, alla presentazione del libro, Suor Rita Giarretta, fondatrice di Casa Rut a Caserta, una comunità che si occupa di aiutare le donne che vengono portate in Italia dall'Africa per essere vendute e sfruttate come prostituire. A moderare l'incontro è stata Fiorella Girace, presidentessa del Cif Castellammare di Stabia, un'associazione nazionale che si occupa di aiutare le donne in difficoltà e vittime di violenze.

Sono poi intervenuti al dibattito Marinella Gargiulo,  presidentessa del Cif Regionale della Campania, Argia Albanese, associazione Donne Meridiane e Sua Ecc.za Mons. Francesco Alfano, Arcivescovo di Sorrento-Castellammare.

Emozionante e coinvolgente è stata la lettura di Pina Scognamiglio ( vicepresidentessa del Cif Castellammare),  di una parte del testo, la quale ha dato voce alle parole scritte dall'autrice, accattivando il pubblico in sala.

 

Ho rivolto alcune domande a Blessing, prima dell'inizio dell'incontro.

Blessing: “ Il mio libro parla di come sono stata ingannata ed in generale della tratta delle donne nigeriane”

–             Com'era la tua vita prima di arrivare in Italia?

Blessing. “ La mia vita era bella, essendo laureata in informatica, mi sono trasferita a Benin City dove ho aperto un'attività di riparazione di  computer, quindi la mia vita non era male, non ero tanto povera”

–             In che modo hai trovato la forza di denunciare?

Blessing “ Innanzitutto ringrazio Dio, perché è stato Dio che mi ha dato la forza, poi i miei genitori per gli insegnamenti che mi hanno trasmesso e per la possibilità che mi hanno dato di avere un'istruzione, perché è stato grazie ad essa se ho aperto la mente e capito che dovevo fare qualcosa per salvare la mia vita, perché l'istruzione ti fa capire i tuoi diritti, infatti la maggior parte delle ragazze che vengono portate qui hanno una cultura bassa e non riescono a rendersi conto della situazione”

–             Adesso com'è la tua vita?

Blessing: “ Ora sto vivendo bene grazie all'aiuto di Mamà ovvero Suor Rita, e al rapporto interpersonale stabilito fra me e Casa Rut ed anche grazie all'Associazione Donne Meridiane che  hanno dato a me, e alle altre ragazze di Casa Rut.


una borsa di studio.”

Il dibattuto ha affrontato temi forti ed ogni intervento è stato focalizzato sull'importanza della conoscenza del fenomeno, e sulla fondamentale sensibilizzazione e presa di coscienza riguardo l'annosa problematica.

Fiorella Girace: “Chi più ha po' deve dare e noi cerchiamo di farlo nelle forme che conosciamo, riuscendo a canalizzare la nostra missione civile e politica … se Blessing vorrà ripetere questa esperienza nell'auditorium di una scuola, insieme all'Assessora Diana Carosella abbiamo pensato di organizzare un altro evento, per accrescere la coscienza civile anche fra i più giovani”

Blessing Okoedion: “Le prime parole che ho imparato in Italia sono state: quanto costi? A casa o in macchina?”

Marinella Gargiulo: “ Casa Rut, fondata da Suor Rita Giarretta, è un vanto per la Regione Campania. Vorrei che si diffondesse il messaggio e che lottassimo insieme perchè un fenomeno così brutto non faccia più vittime”

Argia Albanese: “ Mi emoziona sempre incontrare delle donne che affrontano questo argomento … con Donne Meridiane abbiamo cercato di aiutare Suor Rita e Casa Rut, ed il lavoro di tutte le persone che in trincea combattono per le donne della tratta e soprattutto per sostenere un processo di emancipazione e di liberazione sociale delle vittime di questo fenomeno criminale. - Argia ha poi continuato raccontando che il fenomeno della tratta ha avuto inizio in Europa negli anni '90 con giovani donne provenienti dall'est. - I primi paesi ad avere affrontato il fenomeno sono stati Olanda e Belgio … individuando come tratta una rete criminale, che induce con metodi suadenti o minacciosi persone a spostarsi in Europa, per avviarle al mercato della prostituzione … in Italia ne abbiamo iniziato a parlare solo dopo l'Olanda ed il Belgio e abbiamo avuto una legge sull'immigrazione con un articolo che prevedeva per le donne vittime di tratta, di collaborare con la giustizia ed essere protette, questo articolo di legge è rimasto in vigore negli anni e lo è ancora tuttora … dopo anni di dibattito parlamentare siamo riusciti ad approvare nel 2003 la mia proposta di legge del 1996, una legge importante che riconosce il reato della tratta degli esseri umani, come un reato di associazione di stampo mafioso, e sono state messe in atto una serie di azioni in collaborazione con il Ministero delle pari opportunità … è necessaria oggi una forte sensibilizzazione soprattutto negli uomini … si deve sapere che quando c'è una ragazza nera per strada, dietro quella ragazza non c'è una persona che volontariamente si prostituisce, ma c'è una storia di coercizione, di debolezza e di violenza.”

Arcivescovo Mons. Francesco Alfano: “ Il racconto di Blessing non può solo commuovere o sconvolgere per qualche momento, ma deve fare aprire gli occhi, dobbiamo lottare nel modo giusto perché persona merita di essere se stessa. Dobbiamo essere consapevoli di certi sistemi perché sono una violenza contro l'intera umanità … bisogna che noi raccontiamo queste storie … non servono le battaglie ideologiche ma conta ascoltarci ed aiutarci.”

Suor Rita Giarretta: “Dobbiamo trovare la forza di dire basta schiavitù, perché stiamo parlando di schiavitù … bisogna diffondere questa educazione ai maschi … in ventiquattro anni, in cui sto facendo questa battaglia, non ho mai sentito l'omelia di un sacerdote che affronti questi temi. Mai! Siamo dentro ad una cultura e ad una mentalità maschilista troppo potente, anche nella Chiesa … anche la Chiesa si deve guardare dentro … è una battaglia che dobbiamo combattere tutti insieme … tutto il potere è ancora in mano ai maschi … potere nella Chiesa, nella politica, in casa, per la strada. È dominio e noi combattiamo contro questo. Poi lottiamo con le istituzioni perché devono fare la loro parte … la criminalità conosce le debolezze, è la legge del mercato, sa che c'è una grande domanda, e la vita umana diventa una merce, un prodotto.”

L'incontro si è concluso con un grande applauso e con la speranza che l'esperienza raccontata da Blessing possa essere da esempio e da spinta, per tutte le donne vittime di qualsiasi tipo di violenza, per trovare la forza di denunciare.



Castellammare - 'Il coraggio della libertà', il coraggio di Blessing

domenica 1 dicembre 2019 - 20:41 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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