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Castellammare - I reperti di Stabiae alla mostra dell'Ermitage di San Pietroburgo, ecco quali


Il sindaco: «Un segnale evidente della rilevanza del patrimonio storico e culturale stabiese».

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   Nereide su Pantera marina Stabia - Villa Arianna

Si inaugurerà il prossimo 18 aprile 2019 al Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, la mostra “Dei, Uomini, Eroi. Dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dal Parco Archeologico di Pompei”.

Promossa dal prestigioso Museo Statale Ermitage con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e con il Parco Archeologico di Pompei – frutto dell’Accordo di collaborazione sottoscritto nel 2017 tra le due Istituzioni campane e il museo russo, in relazione con Ermitage Italia – la mostra proporrà quasi 200 opere tra affreschi, statue, mosaici e oggetti di uso comune, selezionati nelle straordinarie collezioni dei due siti, per raccontare l’arte, la storia e la quotidianità dell’antica città romana di Pompei che, con la sua repentina e tragica distruzione, ha consentito di preservare e restituire ai posteri capolavori d’arte e testimonianze di vita e cultura unici.

Il grande merito degli scavi vesuviani, promossi negli ultimi due decenni della prima metà del XVIII secolo da Carlo III di Borbone nelle città di Pompei, Ercolano e Stabiae, è stato quello di regalarci un inedito spaccato della vita quotidiana degli antichi romani, fino a quel momento pressoché sconosciuta; è in questo senso che la sezione della mostra dedicata agli “Uomini", ricca anche delle rappresentazioni scultoree e pittoriche delle elites cittadine, assume particolare rilevanza.




Dell'impressionante mole di oggetti d'uso comune riemersi a Pompei - crateri in bronzo, suppellettili in vetro e ceramica, pentole e padelle - sono stati selezionati per la mostra di San Pietroburgo esemplari di grande interesse, suddivisi per tipologia e materiali, che consentono di ricostruire le usanze, i commerci, le attività artigianali e quelle quotidiane: dall’educazione alla tavola.

Un braciere dalle terme Stabiane ormai in disuso, uno scaldaliquidi in bronzo dalla Villa di Arianna di Stabia, con rubinetto a testa di leone e tre cigni ad ali spiegate sul bordo del fornello, alti candelabri per illuminare i triclini o un cratere come quello di Giulio Polibio ageminato con effetti policromi; così come la bellissima cassaforte in ferro e bronzo con complessi e ingegneristici sistemi di chiusura, posta solitamente nell’atrio, lì dove il padrone di casa presentava se stesso, e - ancora - tavoli di marmo riccamente decorati (bellissimo quello prestato dal Parco Archeologico di Pompei con due animali fantastici) illustrano tanti aspetti degli usi pompeiani.

«Un segnale evidente della rilevanza del patrimonio storico e culturale di Castellammare nel mondo, un patrimonio rispetto al quale stiamo lavorando a importanti progetti di valorizzazione in sinergia con il Parco Archeologico di Pompei» commenta Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia.


mercoledì 10 aprile 2019 - 14:16 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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