Castellammare di Stabia protagonista al Premio Letterario “La Giara”. Il prestigioso concorso letterario organizzato dalla Rai, giunto alla sua V edizione, vedrà nella sestina dei finalisti anche il romanzo di ambientazione stabiese del giovane scrittore Angelo Mascolo intitolato “Palestra Italia”. Il premio, nato nel 2011 su iniziativa del vice direttore Rai Gianfranco Comanducci e del regista Michele Guardì, deve la sua denominazione a una novelle dello scrittore e drammaturgo siciliano Luigi Pirandello. La proclamazione dei vincitori – in programma giovedì 14 luglio alle 11 nella Sala degli Arazzi della sede Rai di Viale Mazzini a Roma – rappresenta l’ultimo atto di una lunga selezione iniziata in primavera che ha visto la partecipazione al concorso di centinaia di romanzi inediti. In palio: la “Giara d’Oro” al vincitore e la pubblicazione dell’opera con la casa editrice Rai Eri.
Mascolo, che ha già esordito in narrativa nel 2014 con il noir “Il taglio della mezzaluna”, riportando un buon successo di critica e di pubblico, ha ottenuto il favore della giuria per l’originalità del tema trattato – la Castellammare di Stabia del secondo dopoguerra – e per uno stile di prosa che combina dialetto e lingua italiana con freschezza e creatività. Le vicende raccontante nel romanzo di Mascolo, primo capitolo di una quadrilogia dedicata alla Città delle Acque, partono nell’inverno del 1947. Mentre la città di Castellammare di Stabia si appresta a vivere uno storico incontro di pugilato organizzato dal circolo sportivo “Palestra Italia” e dai vertici del comando militare americano, viene trovato morto nel suo appartamento di via Regina Margherita Michele Strazzullo, uno dei pugili che avrebbe dovuto sostenere l’incontro. Responsabile dell’indagine è il commissario Vito Annone, affiancato dalla guardia scelta Luigi Di Lorenzo, soprannominato Gegé, originario di Monteforte Irpino. Indagando sul conto della vittima verranno alla luce aspetti inquietanti della vita di Strazzullo: dalla borsa nera durante la guerra all’affiliazione all’Onorata Società di Castellammare nell’immediato dopoguerra. Nonostante gli indizi a carico della vittima lascerebbero pensare ad un vero e proprio regolamento di conti da parte della malavita, nel corso dell’investigazione prenderà corpo una diversa chiave di lettura del delitto: un movente che affonda le sue radici in una serie di drammatici fatti che hanno avuto luogo quattro anni prima.
“L’ingresso in finale del mio romanzo su Castellammare – ha dichiarato l’autore – è qualcosa di straordinariamente emozionante, quanto inaspettato. Qualunque sarà l’esito del premio “La Giara”, è stato un onore per me aver rappresentato, a un livello così importante, la città di Castellammare di Stabia e di aver mostrato, attraverso la sua storia e le sue tradizioni, quanta bellezza questa città sia ancora in grado di offrire”.