Gli scavi archeologici sulla collina di Varano erano iniziati da otto anni, la città sognava il nuovo, moderno stabilimento delle Terme del Solaro, in cantiere si varava una grande nave. E i “forastieri” riempivano la città e le Antiche Terme. Correva l’anno 1958, e Castellammare di Stabia si era lasciata alle spalle i tempi della guerra e si affacciava agli anni del boom economico. E incrociava sulla sua strada il cinema e la televisione, grazie innanzitutto a un vulcanico e prolifico personaggio come Natale Montillo (1898 – 1965), vero animatore di quella che a ragione si può chiamare la Scuola cinematografica di Castellammare.
In quell’anno Montillo produce il film “La sposa”, girato tra Castellammare e le campagne di Santa Maria la Carità. In quello stesso anno la Rai Tv arriva nella città delle acque per girare il documentario della serie “Un campanile alla volta”, affidandosi a Ugo Gregoretti. Guardarli insieme in una sala cinematografica è un’esperienza nuova ed è quello che sarà possibile fare la sera del 12 dicembre (inizio ore 18,30) al Supercinema di Castellammare di Stabia (corso Vittorio Emanuele – ingresso libero fino a esaurimento posti).
Nell’ambito del "Natale a Stabia", il Comune di Castellammare di Stabia e il “Comitato per gli scavi di Stabia fondato nel 1950” in collaborazione con Rai Teche hanno deciso di promuovere la proiezione pubblica di documentario e film. Ne emerge lo spaccato di una città e di una comunità che, sebbene radicata nel Mezzogiorno d’Italia, grazie al talento di alcuni suoi figli era in connessione con quanto avveniva nel resto d’Italia e ambiva anche, grazie soprattutto agli scavi archeologici di Stabiae, a interessare e coinvolgere un pubblico internazionale. Nel corso della serata del 12 dicembre il ricercatore di storia del cinema Giuseppe Luciano Cuomo, autore del recupero del documentario Rai e di tanti altri filmati, racconterà storia e curiosità legati alla cinematografia stabiana. Con lui i fratelli Natale e Donato Montillo, che ancora oggi con coraggio e passione portano avanti l’attività avviata dal nonno Natale e proseguita dal padre Renato, e il presidente del Comitato per gli scavi di Stabia, Antonio Ferrara, organizzazione che porta avanti il programma di ricerca e valorizzazione dell’antica Stabiae avviato nel 1950 da Libero d’Orsi.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.