Quella della Shoah è una delle pagine più buie della storia del Novecento. La scoperta dei campi di sterminio ha aperto una voragine sugli aspetti più oscuri dell’ uomo obbligando il Mondo a ripensare se stesso, a meditare, a ricordare. A tal fine, nel 2000, con la L 211, è stato istituito il “Giorno della Memoria”. Sebbene non manchino forti spinte negazionistiche e ci si interroghi ancora circa la necessità di una legge per costringere le coscienze ad un doloroso esercizio, ricordare è indispensabile e, non solo per “non ripetere gli errori del passato”, ma perché il valore di una comunità passa per la sua capacità di fare un “mea culpa” dei suoi errori .
A partire dal 2001, tutte le città italiane, ogni anno, il 27 Gennaio, data non scelta a caso, ma coincidente con l’apertura, nel 1945, dei campi di concentramento, organizzano eventi in ricordo del genocidio. Quest’anno, Sorrento, ha organizzato una giornata fitta di appuntamenti che si svolgerà presso il Teatro Tasso e che avrà inizio alle ore 9.30 con l’apertura della Mostra “Noi c’eravamo”, a cui seguirà la proiezione del Video sulla Shoah “Dimenticare Auschwitz”, realizzato con la collaborazione degli studenti del Liceo “Gaetano Salvemini”.
In occasione dell’incontro, sarà presentato il libro “La Shoah- il Buco nero della storia”, curato da Pino Ruocco , grazie alla fattiva collaborazione del professore Avitabile, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo scientifico Gaetano Salvemini che ha guidato gli studenti nella realizzazione dei pannelli esposti alla mostra, nonché fortemente attivo nel reperimento dell’intera documentazione del libro. L’evento è stato organizzato con il patrocinio del Comune di Sorrento e del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Un impego che nasce, ricorda l’avvocato Ruocco, “solamente dal sincero desiderio di trasmettere agli altri, specie ai giovani, la necessità di porsi queste ineludibili domande circa quanto è avvenuto nei campi di sterminio, che io ho visitato essendomi sempre interessato della specificità della questione ebraica”, ma che ha visto il docente coinvolto in prima persona , con un impegno indefesso nel reperimento dei documenti.