Questa mattina i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica, hanno proceduto al sequestro ìdi una struttura ricettiva e agrituristica, ubicata a Vico Equense, e dell'annessa area di sedime, del valore di circa 2 milioni di euro, per il reato di cui agli artt. 10 e 44 lettera c) D.P.R. 380/2001 (lottizzazione abusiva).
Come accertato dalle investigazioni svolte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia, supportate da una consulenza tecnica disposta dalla Procura, l'area nella quale insiste la struttura caduta in sequestro, ricadente in zona territoriale 1b (PUT), ove sono consentiti, per gli edifici realizzati in epoca successiva al 1955, come quelli oggetto di indagine, unicamente "interventi di manutenzione ordinaria", è stata interessata, nel tempo, da una serie di opere di trasformazione urbanistica ed edilizia, quali la realizzazione di numerosi manufatti, alcuni dei quali di rilevante consistenza volumetrica, destinati a sale di ristorazione, con capienza complessiva superiore a 300 posti, depositi, servizi, cucine, tettoie chiuse, pergolati con coperture in lamiera, rampe pavimentate, muri di contenimento, recinti e strutture per il ricovero di animali, per un totale di oltre 50 abusi edilizi riscontrati.
Tali interventi, che non si presentano come una sommatoria di abusi edilizi isolati, bensì come segmenti di un unico processo edilizio protrattosi nel tempo, con le opere più recenti accertate nel maggio 2024, hanno concorso a conferire al fondo agricolo una nuova funzione commerciale-ricettiva, incompatibile con la destinazione urbanistica prevista per lo stesso dagli strumenti di pianificazione del territorio e in violazione dei molteplici vincoli esistenti, tra i quali il vincolo paesaggistico, il vincolo idrogeologico, il vincolo forestale, il vincolo cimiteriale e la classificazione sismica.
La capacità ricettiva della struttura, per dimensioni e incidenza sul territorio, ha comportato un notevole aggravio del carico urbanistico, con conseguente incremento delle esigenze di viabilità, parcheggi, servizi idrici, fognari ed energetici, in un contesto territoriale privo delle infrastrutture necessarie per sostenere un tale insediamento.
L'adozione del decreto di sequestro preventivo da parte del GIP del Tribunale di Torre Annunziata si è resa necessaria per evitare che il reato venisse portato ad ulteriori e più gravi conseguenze, atteso che le conseguenze negative della condotta incidono sul regolare e ordinato assetto urbanistico del territorio.
Il procedimento penale allo stato pende nella fase delle indagini preliminari e il decreto di sequestro preventivo emesso è suscettibile di essere impugnato dinanzi al Tribunale del riesame, inoltre, in ossequio al principio costituzionale di non colpevolezza, le persone sottoposte ad indagini potranno essere ritenute colpevoli del reato per il quale si è proceduto al sequestro solo qualora intervenga nei loro confronti una sentenza irrevocabile di condanna.
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