C'è il primo indagato per il taglio degli alberi secolari sul Faito. Si tratta di un cittadino stabiese di 40 anni il quale è proprietario di una villetta proprio in cima al gigante dei monti Lattari. Secondo le prime indagini delle forze dell'ordine, l'uomo avrebbe chiesto la rimozione di quei rami, nonostante fossero in area demaniale, perché impedivano la vista mare. I carabinieri forestali nella giornata di ieri avevano già sequestrato l'intera zona e avevano scoperto parte della legna tagliata nascosta all'interno della proprietà del 40enne stabiese. Dei 21 alberi secolari ormai non resta più nulla ed è per questo motivo che l'Ente Parco e i carabinieri vogliono vederci chiaro. E' arrivato il primo indagato ma le indagini non sono di certo concluse. Per il 40enne le accuse sono di ricettazione oltre che di furto e violazione di vincoli paesaggistici. Dopo pochissimi giorni dalla denuncia del WWF e del parco regionale dei Monti Lattari, arriva la prima svolta nelle indagini da parte delle forze dell'ordine che ora dovranno verificare le colpevolezza degli indagati.
Proprio ieri, il presidente dell'Ente Parco, Tristano dello Joio aveva promesso: «Le indagini sono in corso e i responsabili saranno consegnati alla giustizia. Determinante e fondamentale è stato anche il contributo delle associazioni ambientaliste nazionali del Wwf, ProNatura, Vas e delle associazioni locali tutte che operano per il bene del Faito. Una sinergia che funziona e che rappresenta un tassello essenziale della rinascita del territorio. Il rilancio del Faito passa anche attraverso la consapevolezza che ogni reato non resterà impunito».
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