Il blitz dell’ASL richiesto dal Sindaco di Vico Equense per catturare i cani pastori maremmani del Monte Faito ha suscitato non poche polemiche tra cittadini, animalisti e ambientalisti.
Tirato in ballo anche il WWF Terre del Tirreno, da sempre attivo e presente sul territorio dei monti lattari. «Personalmente – racconta il presidente del WWF Terre del Tirreno Claudio d’Esposito - nelle numerose escursioni nei boschi del Faito ho incontrato quei cani tante volte nell'ultimo decennio. A volte mi hanno abbaiato contro, ma mai si sono dimostrati aggressivi. E’ assolutamente normale che un gruppo di cani randagi abbai agli estranei sul proprio territorio. Andrebbe piuttosto spiegato ai tanti “escursionisti della domenica” che la montagna ha le sue “regole": andrebbe insegnato a costoro come comportarsi, non solo con i cani ma anche con i serpenti, le volpi, le api, i calabroni, i cinghiali, i funghi, i bracconieri armati ... e altri "pericoli" simili!!! Invece di rinchiudere quei poveri cani in canile andrebbe attuato un serio piano di sterilizzazione, non solo per i randagi ma obbligando pure i pastori e i tanti cacciatori (che girano armati e impuniti nel cuore del Parco dei Monti Lattari!!!) a sterilizzare i loro cani. Solo così ci saranno meno randagi. Ritengo che l’operazione/blitz del Faito di cattura dei poveri cani (anticipata dal clamore allarmistico creato dai mass-media) avrebbe richiesto un coinvolgimento dei tanti attori e protagonisti "pro- animali" e non solo di quelli "pro-Faito". Con l'associazione che rappresento, che è stata compulsata da tantissime persone, cercheremo di accedere a dati e documenti per comprendere gli accadimenti e cercare la verità. Ma è chiaro che c’è chi non vuole più quei cani liberi sulla montagna e oggi ne sottolinea il pericolo. A dirla tutta fino ad oggi è stato solo l'uomo a recare danni al Faito (piromani, taglialegna, bracconieri, abusivisti, trafficanti di rifiuti, ecc.) e francamente, a parte per gli incendi, non ricordo sui fenomeni citati un analogo allarmismo. C’è solo da augurarsi che l’acceso dibattito suscitato possa giovare, in futuro, alla causa dei poveri amici randagi».
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.