I ricercatori raccomandano la completa evacuazione di una zona di 20 chilometri intorno al vulcano.
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Questo il titolo di un articolo pubblicato pochi giorni fa su "Nature", la famosa rivista internazionale, interdisciplinare di scienze.
In base agli studi di due vulcanologi italiani, Giuseppe Mastrolorenzo e Lucia Pappalardo, che hanno analizzato la geochimica di alcuni frammenti di roccia da eruzioni passate, sono emerse prove che il magma potrebbe salire rapidamente - in poche ore - dalla sua profonda camera di superficie. La sacca di magma, ospitata in una caldera a una profondità di 10 chilometri tra il Vesuvio e i Campi Flegrei, risalendo in superficie potrebbe dar luogo ad una pericolosissima eruzione.
Negli ultimi anni il terreno intorno al vulcano si sarebbe sollevato di 20-30 cm. Inoltre, con i microsismi e le piccole fumarole che si manifestavano di giorno in giorno, il quadro è diventato davvero preoccupante.
Alla luce di queste problematiche, il team dell'osservatorio Vesuviano ha esortato le autorità napoletane a realizzare il loro piano di emergenza in caso di un'eruzione simile, per l'esplosione, a quella del 79 d.c. "Una crisi potrebbe iniziare oggi", dice Mastrolorenzo, "Il problema è che nessuno sarebbe in grado di dire quanto tempo potrebbe durare, che tipo di eruzione sarebbe, o come l'evento si andrebbe ad evolvere".
I ricercatori raccomandano la completa evacuazione di una zona di 20 chilometri intorno al Vesuvio, dove vivono oltre 3 milioni di persone, se i terremoti e altri segni di agitazione suggeriscono che il gigante si sta risvegliando.