«Abbiamo ancora tre fronti che destano qualche preoccupazione ma è indubbio che il dispositivo che è stato posto in essere sta funzionando». A dirlo è il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che nel pomeriggio si è recato a Terzigno per fare il punto con le squadre impegnate da giorni contro i roghi sul Vesuvio. Il rappresentante del Governo parla di un quadro in via di miglioramento rispetto a venerdì, grazie anche all’intervento dell’Esercito, con la realizzazione di cinque piste tagliafuoco a supporto delle linee di contenimento.
La notte appena trascorsa è stata di lavoro ininterrotto: squadre a terra su più versanti, turni prolungati e presidio delle aree sensibili per evitare riaccensioni favorito dal vento e dalla vegetazione arsa. All’alba sono ripresi i sorvoli di elicotteri e canadair sui punti ancora caldi, mentre a terra si consolidano i perimetri e si bonificano i focolai residui.
Al momento le fiamme non sono arrivate ai centri abitati, ma l’attenzione resta alta: la vastità dell’area coinvolta e le condizioni meteo impongono cautela. I Comuni dell’area vesuviana hanno attivato i centri operativi, con monitoraggi su viabilità e accessi ai sentieri, pronti a disporre chiusure precauzionali se necessario. Dalla Protezione civile l’invito ai cittadini è a segnalare tempestivamente ogni nuova colonna di fumo ed evitare comportamenti a rischio.
La visita del prefetto arriva dopo giorni di mobilitazione straordinaria che ha visto affiancare ai Vigili del Fuoco e alle squadre antincendio boschivo contingenti di volontari e personale specializzato.
Resta aperto, in parallelo, il capitolo degli accertamenti sulle cause: le autorità giudiziarie e gli organi competenti stanno raccogliendo elementi per ricostruire la dinamica dei roghi e verificare eventuali responsabilità. Intanto, sul Vesuvio si continua a lavorare “metro per metro”, perché l’avanzamento registrato nelle ultime 24 ore diventi un punto di svolta definitivo.
La soddisfazione del tecnico gialloblù. «Salvezza blindata, ora ci siamo guadagnati il privilegio di sognare»