Undici sequestri preventivi, tredici persone denunciate e circa 50mila metri quadrati di aree finite sotto sigillo. I numeri raccontano la dimensione di una delle più intense attività di contrasto ai reati ambientali portate avanti negli ultimi mesi nel comprensorio del Sarno. Un lavoro silenzioso ma costante che vede impegnati la Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, sotto il coordinamento della Procura di Torre Annunziata guidata da Nunzio Fragliasso.
Nel dettaglio, le attività investigative hanno portato al sequestro di undici cantieri nautici, alcuni dei quali risultati completamente abusivi secondo gli accertamenti effettuati dagli investigatori. Contestualmente sono state denunciate tredici persone per reati ambientali, mentre le aree sottoposte a sequestro raggiungono complessivamente un'estensione di circa 50mila metri quadrati.
Non si tratta di operazioni isolate, ma di un'attività che si inserisce in una strategia più ampia di controllo del territorio. Negli ultimi anni il tema della tutela ambientale è diventato uno degli assi centrali dell'azione della Procura oplontina, con particolare attenzione alle possibili fonti di inquinamento che insistono lungo il bacino del Sarno e nelle aree costiere collegate.
La sfida, infatti, è duplice. Da una parte c'è la necessità di reprimere comportamenti illeciti e attività svolte in violazione delle norme ambientali. Dall'altra c'è l'obiettivo di consolidare il percorso di risanamento che sta interessando il territorio attraverso importanti investimenti infrastrutturali.
In questo contesto si inserisce anche il programma "Energie per il Sarno", promosso dall'Ente Idrico Campano, da Gori e dalla Regione Campania, per il completamento delle reti fognarie, al collettamento dei reflui e al miglioramento dei sistemi di depurazione. Un lavoro che ha prodotto i primi risultati, tra cui il recupero della balneabilità a Castellammare. Un lavoro che procede sul piano tecnico e infrastrutturale, mentre magistratura e forze dell'ordine operano sul fronte della legalità.
Le due azioni viaggiano parallele e sono entrambe necessarie. Perché il recupero ambientale non passa soltanto attraverso lavori in corso, ma anche attraverso il contrasto a quelle attività che rischiano di compromettere gli sforzi compiuti per restituire qualità alle acque e al territorio.
I risultati ottenuti negli ultimi mesi testimoniano una vigilanza sempre più intensa. Una battaglia che non riguarda soltanto il rispetto delle regole, ma anche il futuro di un'area che per decenni ha pagato un prezzo altissimo all'inquinamento e che oggi prova a costruire una nuova stagione di riscatto ambientale.
Dopo cinquant'anni di attesa e un lungo percorso di recupero, la storica struttura nel cuore del rione San Marco viene restituita alla comunità con l'inaugurazione del nuovo centro polivalente alla presenza del sindaco Luigi Vicinanza.