Si è concluso con una sentenza di assoluzione il processo che vedeva imputati due uomini accusati di traffico illecito di animali da compagnia e falsificazione della documentazione sanitaria. Il Tribunale di Trieste ha stabilito che le prove raccolte non erano sufficienti a sostenere l’accusa.
Sotto processo erano finiti un cittadino ungherese di 22 anni e un 61enne originario di Castellammare di Stabia. Secondo l’ipotesi investigativa, i due avrebbero introdotto in Italia sedici cani privi delle certificazioni richieste dalla normativa.
Il controllo al confine
L’inchiesta era scattata a seguito di un controllo della Guardia di Finanza al valico di Fernetti. Durante la verifica su un veicolo Volkswagen erano stati trovati tre bouledogue francesi e tredici barboncini nani.
In base alla contestazione iniziale, alcuni animali sarebbero risultati sprovvisti dei sistemi obbligatori di identificazione individuale, mentre per altri si ipotizzavano irregolarità nei certificati sanitari o l’assenza del passaporto veterinario ove previsto.
Gli investigatori avevano inoltre ritenuto che i cuccioli fossero destinati al 61enne campano in virtù di un accordo precedente all’ingresso in Italia, mentre alla guida del mezzo vi era il giovane ungherese.
Il processo e la decisione
Il procedimento, avviato nell’ottobre 2022, si è protratto per oltre due anni. Al termine del dibattimento, i giudici triestini hanno ritenuto che il quadro probatorio non consentisse di affermare la responsabilità penale degli imputati, pronunciando per entrambi una sentenza di assoluzione.
La difesa — affidata agli avvocati Riccardo Nurra, del foro di Trieste, e Simone Ciro Giordano, del foro di Milano — aveva sostenuto fin dall’inizio l’estraneità dei propri assistiti alle accuse.
Un fenomeno sotto osservazione
Il caso aveva inizialmente richiamato l’attenzione degli investigatori sul possibile traffico internazionale di cuccioli, un fenomeno che le autorità contrastano da anni per le possibili implicazioni sanitarie e di benessere animale.
Nel caso specifico, tuttavia, il Tribunale ha ritenuto non raggiunta la prova della responsabilità, concludendo il procedimento con esito favorevole ai due imputati. Resta ferma, come previsto dall’ordinamento, la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva in senso contrario.
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