Nell'ambito dell'attività di contrasto all'abusivismo edilizio, ritenuta una delle priorità dalla Procura della Repubblica, è stata eseguita a Trecase la demolizione di una serie di opere abusive realizzate in via Cantinelle 21. L'intervento è stato effettuato in esecuzione di un ordine di demolizione emesso dal Tribunale di Torre Annunziata, relativo a una sentenza di condanna risalente al 2006.
Le opere rimosse comprendevano un manufatto in muratura di circa 55 metri quadrati, realizzato in ampliamento di un preesistente vano di circa 6 metri quadrati e destinato a uso abitativo. L'immobile era composto da ingresso, soggiorno, camera da letto e bagno, con solaio in cemento armato posto a un'altezza di circa 2,65 metri.
Demolito anche un secondo manufatto abusivo con una superficie utile di circa 42 metri quadrati (50 metri quadrati lordi), affiancato da piccoli locali adibiti a deposito per una superficie complessiva di circa 27 metri quadrati. Rimossa, infine, una tettoia in ferro con copertura in plexiglass installata a protezione di un camminamento pavimentato lungo circa 13 metri e largo 2, delimitato da un muretto.
I manufatti erano destinati a uso residenziale e di deposito e insistevano in un'area caratterizzata da numerosi vincoli di tutela. La zona è infatti sottoposta a vincolo paesaggistico previsto dal Piano Territoriale Paesistico dei Comuni Vesuviani, a vincolo idrogeologico e alle prescrizioni del Piano di Assetto Idrogeologico, oltre a ricadere negli ambiti disciplinati dal Piano Urbanistico Comunale di Trecase. Il territorio è inoltre classificato come sismico di II categoria e rientra nella cosiddetta "zona rossa" del Vesuvio, soggetta ai vincoli della normativa regionale sul rischio vulcanico.
L'intervento è stato eseguito direttamente dal proprietario degli immobili in regime di autodemolizione, evitando così l'anticipazione delle spese da parte del Comune di Trecase e della Cassa Depositi e Prestiti.
La Procura della Repubblica sottolinea come l'esecuzione delle demolizioni rappresenti uno strumento fondamentale sia per ripristinare la legalità e le condizioni ambientali compromesse dall'abusivismo edilizio, sia per rafforzare l'efficacia deterrente nei confronti di nuove costruzioni abusive. L'autodemolizione, favorita dall'attività di sensibilizzazione promossa dall'Ufficio giudiziario, costituisce inoltre una modalità che consente di ridurre i costi a carico della collettività, assicurando al tempo stesso l'esecuzione dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria.
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