Cronaca
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Torre del Greco - Panificio nel cappio degli usurai, arrestati interi nuclei familiari

La titolare era stata costretta a lasciare la sua abitazione e rifugiarsi in un hotel della zona.

tempo di lettura: 4 min
25/10/2021 10:55:13
Torre del Greco - Panificio nel cappio degli usurai, arrestati interi nuclei familiari

Questa mattina, in esecuzione di un'ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica, la Squadra Mobile della Questura di Napoli ed il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Torre del Greco hanno proceduto all’arresto e alla sottoposizione alla custodia cautelare in carcere di Di Giulio Gaetano, Di Giulio  Alberto,  Scognamiglio  Salvatore,  Palomba Clorinda. Sono stati inoltre sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari Cascone Colomba, Raiola Virginia, Zorino Luisa, Candurro Maria Grazia, Di Giulio Luigia, Pinto Valentina, Stampalia Antonio, tutti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di usura ed estorsione. Una dodicesima persona, anch’essa destinataria della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere, è attivamente ricercata.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica ed espletate dalla Squadra Investigativa del Commissariato di PS di Torre del Greco, hanno tratto origine dalla denuncia della vittima, C.B., titolare di una storica panetteria del centro cittadino. Le indagini, a seguito dell'acquisizione della notitia criminis, hanno consentito di circostanziare e documentare numerose condotte estorsive e di usura ai danni della vittima, perduranti da circa 2 anni, ad opera di diverse famiglie di Torre del Greco. Le risultanze investigative, corroborate anche da intercettazioni telefoniche e da riscontri oggettivi acquisiti con mirati appostamenti effettuati presso la panetteria della persona offesa, hanno consentito di accertare come quest’ultima, in un momento di difficoltà economica, avesse trovato l’apparente disponibilità di taluni clienti della panetteria da lei gestita, i quali in un primo momento si erano offerti di prestarle del denaro senza pretendere alcun interesse per poi successivamente richiederle mensilmente la restituzione di somme di denaro spropositate rispetto al debito iniziale, applicando un tasso di interesse pari anche al 67%. In tal modo la vittima  si è trovata nella condizione,  da un lato, di non  essere  in grado  di ripianare il debito originario, dovendo già versare ogni mese, se non ogni settimana, cifre considerevoli a titolo di interessi, e, dall’altro, di essere costretta a chiedere ulteriori prestiti ad altri usurai di Torre  del  Greco  (anche  imparentati  tra loro).

La persona offesa, a causa di tale situazione, non solo non è riuscita a ripianare i propri debiti ma si è trovata soggiogata contemporaneamente da una pluralità di usurai, i quali, a fronte dei ritardi della donna nei pagamenti, hanno posto in essere nei suoi confronti reiterate condotte intimidatorie e di violenza fisica, costringendola, per circa un mese, ad abbandonare il panificio di famiglia e la propria abitazione e a nascondersi in un noto hotel della zona. Emblematico sul punto l’episodio, riscontrato dagli inquirenti, di fine dicembre 2020 allorché la vittima, nel medesimo giorno, era stata costretta a consegnare somme di denaro, di importo variabile dai 100 ai 200 euro, ad almeno tre diversi usurai.

L’attività investigativa ha consentito, inoltre, di appurare come la persona offesa avesse contratto debiti murari non con singoli soggetti, ma con interi nuclei familiari che ponevano in essere tali condotte delittuose anche nei confronti di altri cittadini del circondario. In particolare, gli accertamenti compiuti hanno permesso di far emergere come interi nuclei familiari svolgessero attività di usura in maniera coordinata, con una precisa divisione di ruoli e di compiti, facendo intervenire i  membri  della  famiglia  con maggior capacità intimidatoria nei momenti  in cui  la persona offesa non faceva  fronte ai pagamenti settimanali o perché  in  difficoltà  economica  o  perché  trovava  il coraggio di reagire e di rifiutarsi di pagare.

Le condotte di violenza verbale e fisica poste in essere dai predetti soggetti sostanzialmente avevano l’effetto di piegare totalmente la volontà della vittima, la quale, per timore che gli indagati potessero fare del male a lei e ad i suoi familiari, ha continuato a versare somme considerevoli di denaro anche a fronte di richieste che non trovavano fondamento alcuno, nemmeno considerando il tasso di interesse applicato dagli usurai. La donna, infatti, ha riferito agli inquirenti come alcuni usurai pretendessero una somma aggiuntiva di denaro, di importo pari a 100 euro per ogni giorno di ritardo nei pagamenti, e come altri invece alzassero il tasso di interesse a loro piacimento ogni qual volta si rendevano conto che la persona offesa era in procinto di ripianare integralmente il debito e quindi di chiudere ogni rapporto con gli stessi. Rapporto che era particolarmente proficuo per gli indagati e per i loro familiari, posto che costoro ricevevano una vera e propria rendita settimanale dalla persona offesa oltre alla possibilità di potere prelevare quotidianamente i prodotti del panificio senza pagarti. Dalle indagini è emersa la consapevolezza reciproca, da parte dei diversi usurai, delle condotte delittuose dagli stessi poste in essere ai danni della vittima.

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