Mercoledì 18 maggio presso il Teatro Sant'Anna, il Movimento 5 Stelle di Torre del Greco, in collaborazione con il presidente dell’associazione M0tus (Make 0 the ultimate solution), Luigi De Matteis, che da 4 anni organizza tour divulgativi rivolti a studenti e cittadini sull’ecologia ambientale e sociale per diffondere buone pratiche “green”, ha organizzato la Giornata verso Rifiuti Zero.
L’iniziativa è nata per promuovere una riflessione su un concetto cruciale per il benessere della collettività e del pianeta: il rifiuto, inteso in differenti accezioni, dai materiali di scarto urbani al “rifiuto” interiore, personale, sociale e relazionale. “Rifiuti” che, in modi diversi, rappresentano risorse inesauribili per noi stessi, per la società e per il mondo che abitiamo.
A relazionare lo scienziato statunitense Paul Connett, Professore emerito di Chimica ambientale all’Università Saint Lawrence di Canton, New York, e ideatore della strategia Rifiuti Zero. Connett si è opposto all'incenerimento come metodo di gestione dei rifiuti solidi urbani, basandosi sull'analisi chimica dei sottoprodotti del processo: la sua attività di attivista lo ha condotto a fare oltre 1700 presentazioni pubbliche in 49 Stati degli Stati Uniti, cinque province canadesi e in 44 altri paesi del mondo. Ha girato l’Italia in lungo e in largo, incontrando i cittadini di grandi città come Torino e Napoli e di realtà più piccole, uniti dalla volontà di trasformare le proprie comunità a partire dai rifiuti, attraverso una gestione sostenibile che possa escludere l’opzione dell’incenerimento. La strategia che Connett da quasi trenta anni va professando in tutto il mondo ha trovato terreno particolarmente fertile nel nostro paese, dove ad oggi più di duecento comunità hanno già deciso di adottare quelli che lui ha definito i ‘dieci passi verso Rifiuti Zero’.
“L’Italia è senza ombra di dubbio il paese che ha aperto le porte d’Europa alla strategia Rifiuti Zero. Prima di essa, solo l’Australia, e più precisamente la Canberra, e San Francisco, in California, avevano deciso di intraprendere la strada del riciclo e riuso dei rifiuti urbani, con obiettivi via via più ambiziosi che hanno portato la città californiana a riciclarne ad oggi l’80%.” nel corso di un’intervista ha detto: “…21 anni fa hanno cercato di costruire un inceneritore nella nostra contea nel nord dello stato di New York vicino al confine con il Canada. All’inizio credevo fosse una buona idea, pensavo: possiamo sbarazzarci di tutte quelle orrende discariche e produrre energia dai rifiuti in una struttura che può essere monitorata. Poi leggendo ho scoperto che bruciando i rifiuti domestici si producono le sostanze più tossiche che l’uomo abbia mai prodotto e inoltre, ogni 3 tonnellate di spazzatura, resta una tonnellata di cenere molto tossica che da qualche parte andrà pur messa; quindi ho capito che l’inceneritore era la strada sbagliata.” Dal 2007, anche in Italia a Capannori (LU), a La Spezia e in altri circa 60 comuni, viene applicata la strategia “Rifiuti Zero” . Nel nostro paese, egli è Presidente del Comitato Scientifico della Commissione “Rifiuti Zero” di Capannori in Toscana, primo comune in Italia ad adottare la strategia di gestione del servizio, e collabora a stretto contatto con Zero Waste Italy, un’associazione che promuove principalmente il versante dell’applicazione dei 10 PASSI VERSO RIFIUTI ZERO, così come definiti dalla CARTA INTERNAZIONALE DI NAPOLI della ZERO WASTE INTERNATIONAL ALLIANCE (febbraio 2009). La strategia Rifiuti Zero non solo è un metodo che mira a raggiungere il riciclaggio del cento per cento dei rifiuti, ritirando dal commercio i prodotti che non sono riciclabili, ma funziona in ogni agglomerato urbano. Paul Connect nelle sue conferenze ci illustra un cammino sostenibile e facilmente applicabile per cambiare il nostro stile di vita a favore dell’ambiente e della sostenibilità. Ecco illustrati i dieci passi verso “Rifiuti Zero”:
motus1) separazione alla fonte: organizzare la raccolta differenziata. La gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non e’ quindi la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale;
2) raccolta porta a porta: organizzare una raccolta differenziata “porta a porta”, che appare l’unico sistema efficace di RD in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%. Quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro e’ previsto secondo un calendario settimanale prestabilito;
3) compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori;
4) riciclaggio: realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva;
5) riduzione dei rifiuti: diffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shoppers in plastica con borse riutilizzabili;
6) riuso e riparazione: realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste però un grande valore economico, che può arricchire le imprese locali, con un’ottima resa occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord America e in Australia;
7) tariffazione puntuale: introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti più consapevoli;
8) recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD, impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua;
9) centro di ricerca e riprogettazione: chiusura del ciclo e analisi del residuo a valle di RD, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, e alla fornitura di un feedback alle imprese (realizzando la Responsabilità Estesa del Produttore) e alla promozione di buone pratiche di acquisto, produzione e consumo;
10) azzeramento rifiuti: raggiungimento entro il 2020 dell’ azzeramento dei rifiuti, ricordando che la strategia Rifiuti Zero si situa oltre il riciclaggio. In questo modo Rifiuti Zero, innescato dal “trampolino” del porta a porta, diviene a sua volta “trampolino” per un vasto percorso di sostenibilità, che in modo concreto ci permette di mettere a segno scelte a difesa del pianeta.
