A novembre fu arrestato con l'accusa di tentato omicidio nei confronti dell'ex moglie: oggi l'imputato finito alla sbarra è stato condannato a due anni di carcere. E' quanto deciso dal Tribunale di Torre Annunziata: i giudici oplontini hanno così optato per una pena relativamente mite per Giovanni Lafrano, ex agente di polizia oggi in congedo, rispetto alle iniziali richieste del magistrato.
Assistito dall'avvocato Marcella Esposito, l'uomo aveva infatti scelto di essere giudicato con rito abbreviato, procedimento che dà diritto allo sconto di un terzo della pena. Il pubblico ministero aveva invocato per Lafrano 3 anni e 4 mesi, appellandosi anche all'aggravante della recidività del gesto. I giudici, tuttavia, hanno accolto le istanze della difesa e inflitto una pena di soli 2 anni di reclusione.
Nel corso del procedimento giudiziario andato in scena a Torre Annunziata, è ovviamente stato ricostruito l'episodio avvenuto lo scorso 6 novembre, quando l'ex poliziotto tentò di strangolare la moglie - assistita dall'avvocato Maria Formisano - addirittura con un calzino. In preda al raptus, l'uomo impugnò successivamente un coltello da cucina e minacciò l'ex coniuge di morte. Soltanto l'intervento tempestivo delle forze dell'ordine impedì che la situazione degenerasse.
Una sentenza che sicuramente, in Campania e non solo, scontenterà parecchi, a partire dalle associazioni femministe locali che si sono già espresse contro la decisione dei togati oplontini. Nel 2018, in Italia, si sono verificati ben 94 casi di femminicidio, la stragrande maggioranza dei quali consumatisi tra le mura domestiche. Fortunatamente a Torre Annunziata la situazione è stata bloccata prima.
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