La Polizia Municipale di Torre Annunziata ha eseguito il 19 febbraio scorso un sequestro probatorio di diversi locali dello stadio comunale “Alfredo Giraud”, nell’ambito di indagini delegate dalla Procura della Repubblica sull’utilizzo dell’impianto da parte della società sportiva Savoia.
Secondo quanto comunicato dall’ufficio inquirente, il provvedimento — adottato in via d’iniziativa dagli agenti — riguarderebbe ipotesi di reato tra cui invasione di edifici, illecito edilizio per mutamento della destinazione d’uso, deposito incontrollato di rifiuti e ricettazione. Le verifiche avrebbero riguardato, in particolare, locali ritenuti non agibili o comunque non ricompresi nell’atto di affidamento alla società.
I locali sottoposti a sequestro
In base agli accertamenti preliminari, la Polizia Municipale ha posto sotto sequestro diversi ambienti dell’impianto, tra cui:
un locale adibito a palestra con attrezzature sportive e arredi d’ufficio;
un’anticamera con un’asciugatrice industriale;
tre spogliatoi (uno con materiale sportivo, uno utilizzato come lavanderia/magazzino e uno vuoto destinato all’arbitro donna);
l’intero piano seminterrato, composto da area ingressi, zona interviste con sale di supporto, locali deposito e zona lavanderia;
due locali deposito sotto curva e tribuna, allestiti come punti bar con relative attrezzature;
un locale di presidio della pubblica sicurezza con sala d’attesa;
un’asciugatrice collocata nell’atrio;
un carrello recante la dicitura “Aeroporti di Roma” e il logo ADR.
Gli investigatori avrebbero ritenuto che alcune di queste aree fossero state utilizzate in modo difforme rispetto alle finalità strettamente sportive previste dall’affidamento comunale.
Il quadro amministrativo
Dagli atti richiamati dalla Procura emerge che, con determina del 29 settembre 2025, il Comune di Torre Annunziata aveva autorizzato l’uso temporaneo dello stadio alla “ssdarl Savoia 1908 Football Club” esclusivamente per allenamenti e partite.
La stessa determina faceva riferimento a una successiva convenzione di dettaglio che, tuttavia, non risulta sottoscritta a causa di un contenzioso insorto tra Comune e società. Nel frattempo, l’ente avrebbe contestato alla società l’utilizzo di alcune aree interdette e ribadito che gli spazi autorizzati dovevano essere impiegati solo per finalità sportive.
La richiesta al GIP
Il 20 febbraio la Procura ha chiesto al GIP la convalida del sequestro — riqualificato come preventivo — limitatamente ad alcuni locali e attrezzature ritenuti non conformi all’affidamento, tra cui:
lo spogliatoio n. 2 adibito a lavanderia/magazzino;
i due depositi utilizzati come bar;
tutti i locali del piano seminterrato;
il locale di presidio PS chiuso con catenaccio;
due asciugatrici;
il carrello con marchio ADR.
Secondo l’ipotesi accusatoria, si tratterebbe di aree interdette o destinate a usi diversi da quelli autorizzati, nonché di attrezzature ritenute incongruenti con le finalità dell’affidamento.
I dissequestri
Contestualmente, la Procura ha disposto il dissequestro e la restituzione alla società di altri spazi, ritenendo non sussistenti i presupposti per il vincolo. In particolare:
la palestra, giudicata agibile e utilizzata in modo conforme;
il locale anticamera collegato alla palestra;
lo spogliatoio dell’arbitro donna e lo spogliatoio n. 1, per i quali non sarebbe ipotizzabile un mutamento di destinazione d’uso.
Presunzione di innocenza
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e le contestazioni mosse dagli inquirenti dovranno essere verificate nelle sedi competenti. Eventuali responsabilità della società o di altri soggetti potranno essere accertate solo all’esito del contraddittorio processuale.
«Non siamo ancora maturi per ambire ad obiettivi prestigiosi, restiamo concentrati sulla salvezza»