Cronaca
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Torre Annunziata - Operazione 'pesca velenosa', sgominata holding dello spaccio nel 'quadrilatero delle carceri'

Nascondevano la droga sul tetto di un palazzo fatiscente e poi la "pescavano" per spacciarla.

tempo di lettura: 3 min
05/04/2018 08:49:34
Torre Annunziata - Operazione 'pesca velenosa', sgominata holding dello spaccio nel 'quadrilatero delle carceri'

Immagine di repertorio non collegata alla notizia

Operazione “pesca velenosa” condotta questa mattina dalla Polizia di Stato a Torre Annunziata, finalizzata al contrasto dello spaccio di stupefacenti. Circa 70 gli uomini impiegati sul territorio appartenenti al Reparto Prevenzione Crimine Campania e Reparto Mobile nonché unità cinofile antidroga e antiesplosivo, con il supporto di un elicottero del reparto volo.  Sgominata così una intera banda di pusher che aveva messo in piedi un sofisticatissimo sistema di spaccio di sostanze stupefacenti. La “holding” dello spaccio aveva costituito la sua base operativa in un palazzo al civico 117 di Corso Vittorio Emanuele III, ubicato nel famigerato "quadrilatero delle carceri ", da sempre considerato una delle più proficue ed attive piazze di spaccio, ricadente sotto il controllo dei clan camorristici oplontini che avevano quale roccaforte il famoso "Palazzo Fienga ", oramai completamente sgomberato e reso inaccessibile, in seguito ai provvedimenti della magistratura.

Cinque le persone finite in carcere. Si tratta di Antonio BRUNO 27enne del luogo con precedenti di polizia per resistenza a pubblico ufficiale, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, varie segnalazioni al Codice della Strada, lesioni personali e danneggiamento continuato; Aniello Ino 22enne del luogo con precedenti di polizia per resistenza a pubblico ufficiale, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, varie segnalazioni al Codice della Strada, lesioni personali e guida senza patente; Angelo Nasto 26enne con precedenti di polizia per violazione all'art. 73 comma 1 e 74 comma 2 D.P.R. 309/90, violazione al Codice della Strada e guida senza patente; Carlo Antille, 20enne del luogo con precedenti di polizia per numerose violazioni al Codice della strada e per varie segnalazioni previste dall'art. 75 D.P.R. 309/90; Raffaele Cirillo, 21enne oplontino  con precedenti di polizia per art. 73 D.P.R. 309/90.

Fermati e sottoposto all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria altre due persone. Si tratta di Giuseppe Gessosi, 23enne di Napoli con precedenti di polizia per resistenza a pubblico ufficiale, violazione al Codice della strada, guida senza patente e violazione ai sensi dell'art. 75 D.P.R. 309/90; M. V. di Torre Annunziata di anni 21, già segnalato ai sensi dell'art. 75 D.P.R. 309/90.

Il sistema della “pesca velenosa”. Il sistema di spaccio ideato era particolarmente ingegnoso. Da una parte, infatti, le indagini hanno dimostrato che l'attività veniva svolta in maniera capillare, quasi a " domicilio " da parte dei singoli aderenti alla “holding”. Dall'altro il compendio delle investigazioni ha acclarato che lo stupefacente veniva custodito sul tetto di un inaccessibile palazzo pericolante e veniva prelevato con una canna da pesca modificata, alla cui estremità veniva posto un pendente ricoperto di nastro adesivo. In tal modo era recuperabile esclusivamente dagli spacciatori, già a conoscenza sia dell'esatta posizione della droga che del metodo per "pescarla". Avvenuto ciò, gli arrestati utilizzavano un "linguaggio cripte", noto a coloro che effettuavano " l'intermediazione " della vendita. La merce veniva sovente definita " maglioni" in un'attenta ed evoluta metodologia di comunicazioni via SMS, ovviamente volta ad eludere e complicare le attività di riscontro. Il risultato però per gli spacciatori è stato un totale fallimento, in quanto gli operatori del Commissariato di Torre Annunziata hanno riscontrato “elementi probatori formidabili, fondati su diuturna ed instancabile attività di osservazione che hanno prodotto una poderosa mole di elementi indiziari".

D'altra parte le richieste dei " clienti " erano veramente tante - centinaia di dosi di cocaina, eroina e canapa indiana sono cadute in sequestro durante il periodo di svolgimento delle investigazioni -, costringendo addirittura gli indagati a rinunziare temporaneamente all'approvvigionamento, per poi riprenderlo con sistematicità e scioltezza, ovvero” con l'adozione di modalità operative ripetitive e reiterate, dimostrando senza ombra di dubbio almeno 30 episodi di spaccio tra i comuni di Torre Annunziata e Torre del Greco”.

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