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Torre Annunziata - Omicidio Cerrato: l'avv. Verdoliva mantiene il massimo riserbo

Il legale della famiglia a Stabia Channel: «La famiglia ha reagito con lucidità, coraggio, e soprattutto con la speranza che l’esempio di Maurizio scuota le coscienze sull’importanza della vita e il rispetto delle regole.»

tempo di lettura: 2 min
di Davide Soccavo
25/04/2021 10:25:43
Torre Annunziata - Omicidio Cerrato: l'avv. Verdoliva mantiene il massimo riserbo

Avv. Giovanni Verdoliva (Foto Fanpage)

Questo pomeriggio i funerali di Maurizio Cerrato, brutalmente ucciso la sera di lunedì 19 aprile. Proclamato ieri il lutto cittadino a Torre Annunziata. L’intera popolazione, i titolari delle attività commerciali, le organizzazioni politiche, sociali e produttive e le associazioni, esprimono, in concomitanza con il rito funebre, la loro partecipazione mediante la sospensione delle attività in segno di raccoglimento e rispetto. Ieri pomeriggio un corteo di persone si è recato in via IV Novembre, luogo dove è avvenuto il delitto, per rendere omaggio al loro compianto concittadino. Molti con un fiore, un lumino o semplicemente con la propria presenza hanno voluto testimoniare il proprio affetto alla moglie e alla figlia sconvolte dal dolore.

Qualche giorno fa è scattato l’arresto per quattro uomini, accusati dell’omicidio del custode 61enne, effettuato su decreto del Pubblico Ministero. Ieri mattina si è proceduto all’esame di accertamento tecnico irripetibile durante il quale la parte lesa ha nominato il dott. Sergio Infante come medico legale, mentre la procura ha nominato il dott. Antonio Sorrentino. Gli indagati, invece, non hanno nominato alcun medico legale. Abbiamo ascoltato le parole del legale della famiglia Cerrato, l’avvocato Giovanni Verdoliva, in merito all’accaduto.

«La figlia, accompagnata da un amico, ha trasportato il padre in ospedale a Castellammare di Stabia, nonostante fosse già morto, al fine di riceve la risposta di speranza che soltanto una figlia possa avere. Lei non solo ha assistito a tutta la scena, sulla quale gli inquirenti stanno ancora approfondendo le indagini ancora in corso, ma ha avuto anche il coraggio, la freddezza, la forza e la capacità di andare in ospedale per avere una risposta. È stato utilizzato come arma del delitto un coltello da cucina, dalla larghezza di 4 centimetri. L’arma ha trafitto brutalmente il corpo di Maurizio, a pochi centimetri dal cuore, per una profondità di 11 centimetri circa. Inevitabile il sanguinamento interno, che nel giro di un minuto e mezzo circa lo ha condotto alla morte.» La famiglia difesa dall’avvocato sin dai primi minuti gli ha conferito l’incarico, ma il legale sull’argomento mantiene il più stretto riserbo, vista la delicatezza dei fatti, almeno fino al termine delle indagini. «La famiglia –conclude- ha reagito con lucidità, coraggio, e soprattutto con la speranza che l’esempio di Maurizio scuota le coscienze sull’importanza della vita e il rispetto delle regole, in un territorio ove purtroppo le istituzioni non sempre riescono a garantirle.»

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