Cmo, i lavoratori del centro medico polispecialistico oplontino tornano a far sentire la propria 'voce'. Per farlo, dopo le sortite in municipio delle scorse settimane, hanno scelto di affiggere un grande striscione nei pressi della rotonda di Torre Annunziata Nord, in cima ad un noto bar del corso e a due passi dal tribunale.
Una protesta in questo caso molto pittoresca e simbolica, con serie di tasselli che formano un puzzle, diviso in due parti distinte. Una definita e ben visibile, con la scritta «oggi», l'altra lasciata in bianco in cui capeggia l'interrogativo «domani?». Un punto di domanda che sintetizza tutti i dubbi e le incertezze sulle prospettive future dei 70 dipendenti licenziati dall'azienda a causa della chiusura della medicina nucleare.
«Nell'attesa che giungano risposte alle nostre domande di equità e giustizia - hanno fatto sapere i sanitari sui social -, abbiamo deciso con questa installazione posta all'uscita Torre Nord dell'autostrada A3, di ricordare alla città di chi non vuol vedere e non vuol sentire e a tutti quelli che vi arrivano in questi giorni di festa...
il Cmo cosa rappresenta e cosa la città stessa potrebbe perdere! Siamo dalla parte dei diritti».
Non è la prima volta che il comitato dei lavoratori si attiva utilizzando questa tipologia di protesta. Già in estate, in occasione dell'udienza preliminare sul caso, una serie di striscioni posti dinanzi al tribunale di Torre Annunziata hanno manifestato la vicinanza degli ormai ex dipendenti nei confronti dell'azienda, capeggiata dalla famiglia Marulo. La stessa tipologia di protesta 'creativa' fu adottata anche il mese dopo nell'area portuale in occasione della visita dell'assessore regionale Franco Roberti per i lavori di dragaggio, allora in corso di ultimazione.
Ora, a pochi giorni dal 'no' dell'Ente alla Scia per iniziare i lavori nella nuova sede, la protesta pacifica prosegue. Si resta in attesa che i consulenti tecnici del Cmo presentino una nuova richiesta di concerto con i tecnici del Comune di Torre Annunziata. Sperando possa essere la volta volta per ritrovare una casa dopo il sequestro dei locali di via Roma.
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