Ieri, nell'ambito delle attività investigative finalizzate all'accertamento e alla rimozione delle cause dell'inquinamento del fiume Sarno, pianificate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, la Capitaneria di porto dì Castellammare di Stabia e il NOE (Nucleo Operativo Ecologico) dei Carabinieri di Napoli hanno proceduto al sequestro preventivo di un cantiere nautico nel Comune di Torre Annunziata in ordine ai reati di cui scarico abusivo di reflui industriali e mancanza dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera, previsti dal decreto legislativo nr. 152/2006 (TUA).
I militari hanno proceduto al sequestro di un'area coperta di 5.700 mq e di un'area esterna di circa 3.000 mq.
In particolare, i militari hanno accertato che all'interno di entrambe le aree era in corso un'attività di rimessaggio e di cantieristica navale, consistente nell'esecuzione di lavori di levigazione di un natante da diporto e di applicazione di materiale antivegetativo su uno scafo.
Inoltre, sono state eseguite prove di continuità idraulica mediante l'utilizzo di tracciante che hanno permesso di constatare che i reflui industriali incidenti sulle superfici esterne venivano scaricati in maniera abusiva tramite un cd "by-pass" direttamente nella fogna consortile senza alcun preliminare trattamento di depurazione.
Avendo constatato, quindi, che l'attività veniva svolta in maniera irregolare e in assenza dei previsti titoli autorizzativi in materia ambientale, i militari hanno proceduto al sequestro d'urgenza dell'area, la cui estensione è complessivamente di circa 8.700 mq.
Il sequestro si è reso necessario per evitare la protrazione dei reati nonché l'aggravamento delle conseguenze degli stessi.
Si tratta dell'ennesimo sequestro di cantieri nautici effettuato dagli Organi di polizia giudiziaria nell'ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata relative al fiume Sarno, nel contesto di un'incessante e capillare campagna di controlli lungo il tratto costiero della penisola sorrentina, allo scopo di prevenire e reprimere ogni attuale o potenziale fenomeno di inquinamento ambientale della risorsa naturale "mare".
Dall'inizio del 2026 ad oggi, la Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e il NOE, coordinati da questa Procura della Repubblica, hanno proceduto complessivamente a 11 sequestri preventivi di altrettanti cantieri nautici, alcuni dei quali completamente abusivi, denunciato 13 persone per reati ambientali e sequestrato aree di cantiere la cui estensione complessiva è pari a circa 50.000 mq.
I suddetti sequestri si inseriscono nella più ampia attività investigativa, condotta in modo sistematico dalla Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri e da altre Forze di polizia, avvalendosi del supporto tecnico dell'ARPAC, tuttora in corso di svolgimento, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, finalizzata ad accertare e a rimuovere le cause di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi tributari, aventi ad oggetto le aziende ubicate nel bacino idrografico di detto corso d'acqua, in attuazione del Protocollo d'intesa per le attività investigative finalizzate alla repressione dei fenomeni d'inquinamento del fiume Samo e dei suoi affluenti, sottoscritto in data 17.12.2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e di Salerno, dall'ARPAC e dagli Organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale.
Il sequestro di cui trattasi è stato adottato in via d'urgenza dalla polizia giudiziaria e dovrà essere convalidato dal giudice per le indagini preliminari.
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