Lunedì i Carabinieri del Gruppo per la Tutela Ambientale di Napoli e del Comando Provinciale di Napoli, nell'ambito delle attività investigative finalizzate all'accertamento e alla rimozione delle cause di inquinamento del fiume Samo, denominate convenzionalmente "RINASCITA SARNO", pianificate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e dal Comando del suddetto Gruppo CC tutela ambientale, hanno proceduto al sequestro di un cantiere nautico ubicato in Torre Annunziata, operante nel settore del rimessaggio/ripristino di imbarcazioni, per i reati di scarico abusivo di reflui industriali, assenza di autorizzazione - emissioni in atmosfera e gestione di rifiuti non autorizzata.
Le indagini, espletate dai Carabinieri del NOE di Napoli e Salerno, che si sono avvalsi della indispensabile collaborazione tecnica di personale dell'ARPA Campania, hanno permesso di accertare che l'attività di rimessaggio, verniciatura e riparazione delle imbarcazioni si svolgeva in assenza del prescritto titolo autorizzativo (Autorizzazione Unica Ambientale), con riferimento alle tre principali matrici ambientali, acqua, suolo e aria.
Inoltre, si è accertato che i reflui industriali, costituiti dalle acque del processo di lavorazione e del dilavamento dei piazzali, venivano sversati direttamente nel sottosuolo, attraverso cd. "pozzi assorbenti", al fine di evitare i costosi processi di depurazione, con conseguente inquinamento dello stesso.
Le verifiche effettuate dai militari operanti hanno consentito di accertare che dal 2021 il citato cantiere nautico non aveva mai smaltito regolarmente alcuna tipologia di rifiuti, non essendo stata rinvenuta in situ alcuna documentazione che attestasse la regolarità delle relative operazioni di smaltimento.
Le stesse attività di verniciatura delle imbarcazioni venivano effettuate in assenza della prevista impiantistica per la captazione delle emissioni in atmosfera.
Tutto ciò senza considerare la collocazione del cantiere nautico, ubicato fronte mare, con il
conseguente concreto pericolo che gli scarichi inquinanti abbiano potuto pregiudicare l'antistante specchio d'acqua nel tratto costiero tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia.
Il sequestro del cantiere nautico si è reso necessario per evitare la protrazione dei reati nonché l'aggravamento delle conseguenze degli stessi.
All'atto del sequestro, nel cantiere nautico erano rimessate ca. 45 imbarcazioni, che non sono state sottoposte a sequestro.
Si tratta del sequestro dell'ennesimo cantiere nautico effettuato dagli Organi di polizia giudiziaria nell'ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata relative al fiume Samo, nel contesto di un'incessante e capillare campagna di controlli lungo il tratto costiero della penisola sorrentina, allo scopo di prevenire e reprimere ogni attuale o potenziale fenomeno di inquinamento ambientale della risorsa naturale "mare".
L'odierno sequestro si inserisce nella più ampia attività investigativa, condotta in modo sistematico dai Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica e da altre Forze di polizia, avvalendosi della preziosa collaborazione tecnica dell'ARPAC, tutt'ora in corso di svolgimento, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, finalizzata ad accertare e a rimuovere le cause di inquinamento del fiume Samo e dei suoi tributari, aventi ad oggetto le aziende ubicate nel bacino idrografico di detto corso d'acqua, in attuazione del Protocollo d'intesa per le attività investigative finalizzate alla repressione dei fenomeni d'inquinamento del fiume Samo e dei suoi affluenti, sottoscritto in data 17.12.2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e di Salerno, dall'ARPAC e dagli Organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale, tra i quali il Gruppo Carabinieri per la Tutela Ambientale di Napoli.
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