Cronaca
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Torre Annunziata - Crollo palazzina, è il giorno del dolore e del silenzio. La città piange otto vittime di un tragico destino

Tutti i corpi sono stati estratti dalle macerie e le speranze di parenti e amici hanno lasciato il posto alla disperazione. Spossati i soccorritori che hanno lavorato incessantemente per 24 ore. Le indagini in corso chiariranno le responsabilità dell'accaduto. Lidi chiusi e serrande a metà in segno di lutto.
Ascione: «Questo è il momento del silenzio e del cordoglio»

tempo di lettura: 4 min
di Mauri De Riso
08/07/2017 11:58:15
Torre Annunziata - Crollo palazzina, è il giorno del dolore e del silenzio. La città piange otto vittime di un tragico destino

Una tragedia devastante che lascia tutti senza fiato. Per Torre Annunziata è il giorno del dolore e del silenzio. L'estrazione degli otto corpi dalle macerie del palazzo crollato in via Rampa Nunziante ha annichilito le speranze di individuare barlumi di vita in un luogo spettrale, su cui i vigili del fuoco, la Protezione Civile, le forze del'ordine, le unità cinofile e tanti volontari hanno scavato anche a mani nude per 24 ore, incuranti del caldo afoso e della stanchezza che sopraggiungeva di pari passo con l'affievolirsi della fiducia. Il crollo ha portato via con sé le famiglie Guida e Cuccurullo.

I primi ad essere estratti dalle macerie sono stati i coniugi Giacomo Cuccurullo, architetto che svolgeva la funzione di tecnico presso il Comune di Torre Annunziata, e Adelaide Laiola, detta Eddye, sindacalista Cgil, poi è toccato al figlio Marco, 25enne che per uno scherzo del destino era rientrato a casa alle 5 del mattino, appena un'ora prima del cedimento dell'edificio.

Nel corso della notte sono state trovate le salme di Pasquale Guida e di sua moglie Anna, oltre a quella della sarta Pina Aprea, che viveva da sola al terzo piano dello stabile. All'alba, infine, è toccato a Francesca Guida, 14 anni, e al suo fratellino Salvatore, 11 anni, che dormivano nella stessa stanza su due letti disposti a castello.

La disperazione dei parenti e degli amici ha cadenzato i momenti successivi ai ritrovamenti e per la città oplontina oggi è davvero difficile metabolizzare lo strazio per una tragedia che ha devastato due interi nuclei familiari. Impossibile dimenticare quel tonfo acuto alle 6.25 di un venerdì nero, che ha spazzato via i sogni, i progetti e il futuro di otto concittadini.

A crollare è stata l'ala retrostante del terzo e quarto piano del palazzo, quella cioé in cui si trovavano le camere da letto. Nei piani sottostanti erano in corso dei lavori di ristrutturazione e intanto la Procura ha aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio plurimo. Allo stato attuale non risultano persone iscritte al registro degli indagati e stamattina sul luogo della tragedia è giunto il pm Andreana Ambrosino, titolare dell'inchiesta, che non esclude alcuna ipotesi in merito alle responsabilità della tragedia.

Il cantiere è stato posto sotto sequestro e la pista correlata ai lavori in corso al primo e al secondo piano è quella attualmente più battuta dagli inquirenti, i quali temono possa essere stato effettuato un intervento destabilizzante per la statica dell'edificio, che aveva strutture portanti in tufo e solai in cemento armato.

Devastato anche il sindaco Vincenzo Ascione, eletto il 25 giugno scorso e costretto subito a far fronte al giorno più triste della storia recente della città. «Pe Torre Annunziata è una tragedia immane. Potremmo proclamare il lutto cittadino nel giorno dei funerali - ha spiegato il primo cittadino oplontino -. Attendiamo comunque l'esito delle indagini e degli esami autoptici senza alimentare polemiche».

Ascione stamattina ha preso parte ad una riunione con il pm Ambrosino, i tecnici comunali, le forze dell'ordine e i vigili del fuoco per valutare l'opportunità di mettere in sicurezza la parte del palazzo ancora in piedi e agevolare il rientro nelle proprie abitazioni di 18 famiglie temporaneamente sfrattate dall'edificio accanto, per le quali l'Hotel Grillo Verde si è mostrato disponibile ad offrire ospitalità.

Si valuta anche il ripristino in tempi brevi della linea Napoli-Salerno di Trenitalia, sospesa a causa della presenza di calcinacci sui binari in prossimità di un cavalcavia confinante con la palazzina crollata. Al suo posto è in servizio un bus sostitutivo tra Torre Annunziata e Santa Maria La Bruna e intanto Rete Ferroviaria Italiana si è affrettata a precisare che non esiste alcuna connessione tra il passaggio dei treni e il collasso dell'edificio.

«Le vibrazioni emesse dal passaggio dei treni non hanno alcun effetto sulla stabilità dei fabbricati adiacenti la linea ferroviaria, né tantomeno su quelli posti in alto. Le deboli vibrazioni dovute al passaggio dei treni vengono infatti assorbite dalla massicciata e dal pietrisco che ne impediscono la propagazione» si legge nel comunicato di RFI, mentre la città oggi si interroga sull'accaduto ma è muta dinanzi al tragico destino delle otto vittime.

I negozi hanno le serrande a metà, le strade sono semivuote e un silenzio spettrale permea tra le strade. In segno di lutto anche i lidi balneari sono rimasti chiusi per unirsi al dolore di una comunità che si stringe intorno ai suoi otto figli, la cui scomparsa prematura fa male come una pugnalata al cuore.

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