È stato disposto il dissequestro su alcuni macchinari in possesso del CMO di Torre Annunziata. I carabinieri, su disposizione dell'autorità giudiziaria, hanno infatti concesso l'utilizzo di PET e TAC che in un primo momento erano state bloccate dopo l'operazione di pochi giorni fa. La decisione è stata presa a seguito del ricorso presentato dai titolari della struttura che chiedevano di completare le cure per i pazienti che avevano prenotato da tempo. Lo scoppio della pandemia infatti ha rallentato l'attività e ora con le riaperture in corso, tantissimi cittadini possono usufruire delle cure del centro specialistico. La Procura ha deciso così di accogliere la richiesta del CMO e garantire l'utilizzo dei macchinari fino al completamento delle visite.
Il sequestro era arrivato dopo l'operazione dei carabinieri dell'Aifa su disposizione della Procura di Torre Annunzata. I reati contestati riguardano l'utilizzo, la preparazione e somministrazione del radiofarmaco RAME CLORURO 64 che in Italia è in fase di sperimentazione. Ma secondo gli inquirenti nel CMO la pratica era divenuta abituale tanto che anche da altre Regioni arrivavano pazienti per farsi curare senza sapere però che si trattava di un uso sperimentale. Accuse che sono state rispedite al mittente dai titolari che si sono detti «sereni e fiduciosi nella magistratura».
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