I dati sensibili dei cittadini di Torre Annunziata diffusi sulle chat dei politici e col rischio concreto di finire nelle mani degli sciacalli. Ha dell'assurdo quello che è accaduto ieri nella città oplontina dove i nomi e le informazioni di chi ha richiesto il bonus spesa sono stati diffusi tranquillamente su WhatsApp. In un primo momento a scambiarsi i nomi sono stati i politici ma poi qualcuno ha inoltrato quei messaggi che sono finiti anche nelle mani di semplici cittadini. Una falla enorme a Palazzo Criscuolo che ha comportato una violazione della privacy senza precedenti. Come anticipato da Metropolis, il sindaco Vincenzo Ascione, tramite un comunicato social, ha prima tentato di minimizzare il fatto per poi promettere controlli e indagini. Sul banco degli imputati potrebbe finire il dirigente alle politiche sociali oltre che tutti coloro che hanno diffuso i nomi senza autorizzazione. Il rischio è che ora queste famiglie possano finire nelle mani di approfittatori in vista delle prossime elezioni o nel peggiore dei casi, in mano agli usurai.