Ogni anno, con l’ inizio della stagione di caccia, decine di esemplari appartenenti a specie faunistiche rare vengono ferite nei nostri boschi, da cacciatori spregiudicati, forti di una diffusa cattiva organizzazione dei servizi di controllo, prevenzione e intervento veterinario. Lo dimostra la balorda storia che ha coinvolto un povero esemplare di Falco Pellegrino, l’ennesimo animale ad aver richiesto il disperato intervento delle associazione animalistiche. La storia che coinvolge il povero Falco vede protagonisti bracconieri spietati e ligi servizi veterinari che alle 19.00 chiudono i battenti senza un servizio per le emergenze e una parte di umanità, seppure piccola, ma comunque “integra”.
Le segnalazioni circa lo stato del fauno sono giunte nel tardo pomeriggio dell’altro ieri. Come accade spesso, esse avvengono nelle fasce orarie in cui è più difficile ottenere un intervento. La storia del fiero falco, non è molto diversa: nessun servizio veterinario dell’ASL era attivo vista la tarda ora e l’animale era stato raccolto presso un’abitazione di Via Atigliana, a Sorrento dove aveva ricevuto le prime cure .Viste le ferite riportate all’ala destra dal falco, sfuggito da qualche bracconiere e l’assenza di ogni forma di assistenza veterinaria, l’animale è stato preso in consegna dai volontari del WWF, portato presso la sede di meta dove è stato nutrito e reidratato per essere consegnato al servizio veterinario solo il giorno successivo, dopo un’avventura durata ben 30 ore, visto che il servizio veterinario si sono presentati solo nel tardo pomeriggio. Non si tratta nemmeno di un caso sporadico , essendo frequente , specie in concomitanza delle feste, che animali appartenenti a specie protette, vengano tenuti in scatoloni in attesa dei soccorritori e lì, sovente, trovano la morte.