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Sorrento - Chiude il presidio dedicato alle cure oncologiche: locali non idonei

Una chiusura annunciata quella che riguarda il reparto di oncologia sito all’interno della struttura dell’Ospedale “Santa Maria della Misericordia”.

tempo di lettura: 2 min
di Angelina Scarpati
12/02/2016 08:49:00
Sorrento - Chiude il presidio dedicato alle cure oncologiche: locali non idonei

Comprendere  l’impatto-economico, emotivo, psicologico e fisico- che una malattia oncologica ha sui pazienti e sulle loro  famiglie non è da tutti, ma forse, un po’ di buon senso, potrebbe essere d’aiuto. La decisione di chiudere il presidio dedicato alle cure chemioterapiche di Sorrento, non è frutto di buon senso. Non può esserlo visto che esso ha rappresentato, sino a questo momento, l’unica possibilità per ricevere cure per molti pazienti della penisola sorrentina. Il presidio  è stata l’ultima, disperata, ancora di salvataggio per loro. La chiusura è una soluzione che sembra essere stata annunciata da molto tempo, da un lento processo che ha reso inutile e sempre più difficile accedere alle cure per i malati, costretti a sottoporsi ai trattamenti chemioterapici in stanze senza finestre, tra la rabbia e l’impotenza dei medici, preoccupati per l’impatto emotivo di simili condizioni ambientali,  considerando il tipo di patologia che richiede uno stato  psicologico ottimale. Sembra, quindi , quasi comica la motivazione alla base del trasferimento: l’inidoneità dei locali .La decisione è stata  assunta all’unanimità da parte di una commissione formata dal subcommissario Luigi Caterino e i responsabili del reparto di oncologia di Sorrento.

A rendere ancora più nebulosa la circostanza è il fatto che non vi siano certezze riguardo la ricollocazione del reparto di oncologia. Voci di corridoio vogliono che i pazienti della penisola saranno costretti a raggiungere Gragnano, Torre Annunziata o Castellammare con un dispendio economico e uno stress maggiore per i pazienti considerando anche l’assenza di infrastrutture efficienti, che si tradurrà-per chi potrà- in una migrazione verso strutture private o dislocate in altre regioni perché, forse, quello alla salute, non è un diritto per tutti o, comunque, non può essere garantito ovunque. Sulla vicenda, in effetti, si è espressa la sezione sorrentina del Tribunale del Malato affermando che si tratta dell’ennesima decisione “ che penalizza i pazienti”. Lo stesso presidente del Tribunale-il dottor Staiano- infatti, ha affermato che risulta inammissibile costringere al trasferimento  di pazienti in pessime condizioni  di salute ricordando come allo stato non vi sia alcuna certezza rispetto alla nuova sede del reparto.

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