Visitato da trentamila persone. Questo il dato delle affluenze nella giornata di ieri che conferma, ancora una volta, il successo dell’iniziativa “Domenica al Museo”. Fin dalle prime ore del mattino turisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo si sono messi in fila al botteghino per ritirare il biglietto, con una bella differenza però rispetto alla prassi ordinaria, cioè senza sborsare un solo euro. Come spesso accade in tutte le iniziative promosse a titolo gratuito, anche nel sito archeologico alcuni si sono lasciati un po’ troppo andare (in mancanza di controlli efficaci). Ed è così che le immagini di un uomo provvisto di vino, con alcune soppressate legate tra loro e messe attorno al collo a mo’ di collana, hanno fatto il giro del web scatenando l’indignazione di molti pompeiani. Il bizzarro turista avrà pensato, forse, di concedersi una ‘seconda Pasquetta’. In una prospettiva simile a vino e soppressate, si sa, non si può rinunciare. Ironia a parte, ieri nel sito archeologico si è visto davvero di tutto: gente sdraiata a terra o seduta dove non avrebbe potuto. In tanti non ha rinunciato ad un selfie con uno dei bronzi di Igor Mitoraj, arrampicandosi sulle sculture pur di ottenere lo scatto più particolare da pubblicare su facebook, twitter ecc. Quanto accaduto nella giornata di ieri ha riacceso i riflettori sulla questione dei controlli. «Come è possibile che nessuno s’accorga mai di quello che viene trasportato all’interno del sito archeologico? Credo che le borse dovrebbero essere depositate all’esterno. Se gli ingressi gratis devono concorrere a vandalizzare le antiche rovine allora, a mio avviso, è più opportuno far pagare tutto l’anno, aumentando anche le tariffe attualmente praticate (11,50 e 5,50 euro)». Così la pensa un pompeiano indignato, come tanti altri, per quanto accaduto nel parco archeologico invasa da un’orda di visitatori che non si sono lasciati scoraggiare neppure dallo stop ai tornelli dalle 12:30 alle 14:30.
Anche il sindaco Uliano lancia il suo appello. «Chiedo con determinazione ancora una volta, al governo centrale e regionale una legge speciale per Pompei. Non solo disagi per la presenza dei turisti, per il traffico, l'aumento dei rifiuti, la necessità di assistenza della polizia locale e così via. I turisti devono rappresentare la rinascita di Pompei. Abbiamo bisogno di finanziamenti per assicurare accoglienza creare servizi adeguati. E, contemporaneamente, avremo posti di lavoro per tantissimi disoccupati di Pompei e delle città vicine».
A quella di ieri seguiranno altre giornate ad ingresso gratuito (la prima domenica di ogni mese). La speranza è che i controlli possano però essere nettamente diversi.