Durante un controllo svolto in una nota pescheria del comune di Scafati, il personale militare della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, coordinati dal Comandante della Capitaneria di Porto stabiese, Capitano di Fregata Guglielmo CASSONE, ha provveduto al sequestro di 2.158 chilogrammi di prodotti ittici di vario genere, tra pesce e molluschi, mancanti della prevista documentazione di tracciabilità ed etichettatura, nonché immessi in acqua di dubbia provenienza, tale da ingenerare nel consumatore, l’erroneo e dannoso convincimento che il prodotto stava subendo un trattamento di stabulazione tale da poterlo dichiarare idoneo per il consumo umano.
A seguito del rilievo di dette infrazioni sono state elevate sanzioni amministrative per un ammontare totale di euro 20.000, oltre alla sanzione accessoria della confisca del pescato detenuto. Il controllo della filiera della pesca prosegue, quindi, con tolleranza zero verso coloro che, di fatto, effettuano attività illecite in materia di pesca e commercializzazione di prodotti ittici non tracciabili.
L’operazione odierna condotta dalla Guardia costiera stabiese si inserisce nell’ambito di una continua ed importante attività mirata a scongiurare che i prodotti ittici di origine non certa ed in quanto tali non controllati anche sotto il profilo sanitario, lungo tutta la catena commerciale, dalla produzione al trasporto, alla vendita all’ingrosso ed al dettaglio, possano arrivare sulle tavole dei consumatori senza le opportune garanzie.
Il Comandante Guglielmo Cassone ha tenuto a precisare che le verifiche e i controlli svolti continueranno nei prossimi mesi senza sosta per garantire il rispetto della legge per la corretta commercializzazione dei prodotti ittici, a garanzia della salute pubblica dei cittadini. Al termine delle operazioni una parte del quantitativo di prodotti ittici sequestrati, dopo gli accertamenti condotti da personale veterinario dell’ASL NA3 SUD, all’uopo intervenuti su esplicita richiesta dei militari, veniva dichiarato edibile al consumo umano è, quindi, donato in beneficenza ad enti ed istituti caritatevoli, tra cui alcuni istituti religiosi della zona che si occupano della crescita di piccoli bambini con alle spalle famiglie disagiate.
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