Sant'Agnello. Fase iniziale della processione nera (ph. F.P.)
Gran successo per la tradizionale processione nera del Venerdì Santo a Sant’Agnello. Per opera della Venerabile Arciconfraternita del Gonfalone dei SS. Prisco e Agnello, guidata dal suo priore Nino Accardi e dal parroco Don Natale Pane, il corteo del Cristo Morto ha visto quest’anno un tocco di novità nello stile dei figuranti. Richiamando un po’ le maestose processioni dell’Andalusia, nel sud della Spagna, quella di Sant’Agnello è indubbiamente fra le meglio assortite ed organizzate tra le processioni pasquali in penisola sorrentina. Seguito dall’amministrazione comunale, con in testa il sindaco Piergiorgio Sagristani, gli assessori Castellano, Gargiulo ed Esposito e la presidente del Consiglio Comunale M. De Martino, il corteo ha portato in giro per le vie di Sant’Agnello la statua di Maria Vergine Addolorata e del Gesù morto in croce, toccando un po’ ogni angolo del territorio cittadino. Una processione singolare, soprattutto per la sua composizione : la partenza dei primi incappucciati da piazzetta Angri, rione dei più antichi in città, per poi sostare dinanzi alla casa comunale in piazza Matteotti ed unirsi al coro del Miserere ed alla banda; ultimo step, la sosta sul sagrato della chiesa parrocchiale dei SS. Prisco e Agnello, con l’aggregazione della seconda parte del coro accompagnato dal parroco don Natale Pane. Particolarità, oltre alla composizione esclusivamente maschile (come da Statuto dell’Arciconfraternita), l’introduzione da quest’anno dei cappucci a punta conica, su emulazione delle processioni spagnole. I figuranti hanno quindi raggiunto il rione dei Cappuccini, sul mare, per poi ritornare in centro e toccare il confine con la vicina Piano di Sorrento. Chiusura nella chiesa parrocchiale. Termina così un’intensa due giorni fatta di processioni notturne, bianche e nere, in cui l’intera penisola sorrentina ha ricordato le sue profonde tradizioni religiose legate alla Pasqua di Nostro Signore.