La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata ha annunciato una ulteriore proroga del termine per lo sgombero coatto degli immobili del comparto di housing sociale di via Monsignor Bonaventura Gargiulo a Sant’Agnello, la località della Penisola Sorrentina al centro di una lunga e complessa vicenda giudiziaria.
Il provvedimento — in vigore dal 20 ottobre 2025 — riguardava un complesso edilizio sequestrato composto da 53 unità abitative, 64 box auto, 12 posti per motocicli, 13 cantine, un locale deposito, una palestra riabilitativa e 16 beni comuni (androni, scale ecc.).
Nuovo termine per lasciare gli immobili
Originariamente la Procura aveva intimato agli occupanti di lasciare liberi gli alloggi entro il 20 dicembre 2025, con l’avvertimento che, decorso quel termine, si sarebbe proceduto allo sgombero coatto. Di recente il termine era stato già prorogato fino al 20 gennaio 2026, una decisione motivata dall’opportunità di evitare l’esecuzione forzata del provvedimento durante il periodo delle festività.
Con l’ultimo atto ufficiale, la Procura ha deciso di aspettare la pronuncia della sentenza del Tribunale di Torre Annunziata nel processo penale che riguarda la legittimità dell’intera vicenda urbanistica, fissando una nuova scadenza per lo sgombero al 20 marzo 2026. Questa scelta è stata adottata nell’ottica di una maggiore ponderazione delle implicazioni sociali, economiche e umane per le famiglie coinvolte.
Una lunga battaglia giudiziaria
Il caso ha radici profonde. Il comparto edilizio fu sottoposto a sequestro preventivo nel febbraio 2020 dalla Procura oplontina per sospette irregolarità urbanistiche e reati di lottizzazione abusiva, decisione poi confermata dal Tribunale del Riesame e oggetto di vari ricorsi e controricorsi. In ottobre 2025, a fronte dell’inammissibilità del ricorso presentato dalle famiglie occupanti, la Procura ha notificato l’ordine di sgombero ai nuclei familiari — circa 37-38 famiglie direttamente interessate — che da anni vivono in quegli alloggi.
Il processo in corso vede imputati tra gli altri l’imprenditore legato alla costruzione, professionisti e ex amministratori locali, con l’ipotesi di reato di lottizzazione abusiva. Il verdetto di primo grado è atteso nelle prossime settimane di calendario processuale; in base alla sua conclusione — favorevole o meno alla Procura — potranno aprirsi scenari molto diversi per gli occupanti e per il destino dell’intero complesso.
Le reazioni degli occupanti
Le famiglie coinvolte — molte delle quali hanno investito risparmi significativi per l’acquisto o la ristrutturazione degli alloggi — hanno più volte espresso preoccupazione e amarezza, definendosi vittime di un contenzioso che le ha viste al centro di una disputa non solo legale ma anche mediatica e istituzionale.
L’ultimo rinvio dello sgombero rappresenta dunque un’ulteriore pausa in una vicenda che continua a intrecciare aspetti giudiziari, urbanistici e umani, con oltre due anni di analisi processuale alle spalle e una sentenza di primo grado ormai prossima.
La soddisfazione del tecnico gialloblù: «Successo fondamentale in ottica salvezza, in un campionato equilibrato dove si può passare rapidamente dalle stelle alle stalle. La squadra ha mostrato coraggio, ora lavoriamo per recuperare qualche elemento.»