Dopo sei mesi di proteste da parte dei veterinari sono stati eseguiti nuovi lavori al primo piano dello stesso edificio dove attualmente è sistemata.
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Ospedale di Gragnano
La “spending review” applicata alla Sanità Pubblica è, o meglio dovrebbe essere, un processo di analisi della spesa per ridurre gli sprechi e per migliorare l’efficienza e l’efficacia delle prestazioni erogate ai cittadini. In verità non ci pare che questa locuzione “revisione della spesa pubblica“ più comprensibile in italiano, sia stata ben recepita da chi amministra tante AA.SS.LL. dove in alcuni casi vengono tagliati apparentemente i costi ma a discapito della qualità dei servizi forniti. E’ di questi giorni la notizia che la Corte Dei Conti ha chiesto venti milioni di euro di danno erariale a quindici ex amministratori della asl Na 1 per doppi pagamenti ai fornitori! Non fa eccezione la ASL NA 3 Sud. Per fare un esempio: la chiusura dell’efficiente servizio del 118 di Pompei, autorizzato anche come Primo Soccorso, trasferito, affrontando ulteriori spese, in locali e luoghi non idonei. Altro esempio: l’Unità Operativa Veterinaria di Pompei, la più importante della ASL per le numerose attività produttive presenti sul territorio tra cui tre macelli autorizzati dalla CE.,trasferita per apparenti incomprensibili motivi, su suggerimento di “qualcuno che conta” nei locali interrati dove era ubicata la sala mortuaria dell’ex ospedale di Gragnano. Bene, sono stati spesi sessantamila euro per renderli idonei, tanto idonei sotto il profilo della igiene e sicurezza del lavoro che quasi subito sono iniziati i problemi per la presenza di umidità, muffe e cattivi odori. Dopo sei mesi di proteste da parte dei veterinari sono stati eseguiti nuovi lavori al primo piano dello stesso edificio dove attualmente è sistemata. In tema di “risparmio” si deve osservare che sono stati acquistati altri condizionatori anziché riutilizzare quelli nuovi già istallati nell’interrato. Ma quel che è più grave è che la sede della U.O. ex 86 sta fuori del territorio di competenza, ossia Pompei, Sant’Antonio Abate e Santa Maria La Carità per cui una dozzina di dipendenti sprecano molto del loro tempo nell’andare e venire dall’ufficio a discapito dell’attività di vigilanza e controllo. Certo, alcune decine di migliaia di euro sono ben poca cosa rispetto al buco della sanità campana, ma non sono nemmeno “bruscolini”. E tutto questo quando mancano tante strutture, attrezzature e mezzi indispensabili per lavorare e si nega l’ora di straordinario anche quando sarebbe necessario. Purtroppo fino a quando i Manager ed i Dirigenti delle AA.SS.LL saranno nominati dalla “Politica” che guarda troppo ai propri interessi spiccioli, poco al bene pubblico e fa scelte legate ai partiti o alle correnti di partito, non potremo mai avere una Sanità Pubblica efficiente ed efficace quale dovrebbe essere.
Luciano Scatola
Già direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl Na 5