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Pompei - Un monumento in memoria dei 'briganti' napoletani

La richiesta arriva dal comitato “Pro onore ai caduti meridionali” ed è rivolta all’assessore alla cultura Pietro Orsineri e a tutta l’amministrazione comunale.

tempo di lettura: 3 min
20/05/2016 09:14:18
Pompei - Un monumento in memoria dei 'briganti' napoletani

Un monumento in ricordo di coloro che sono passati alla storia con il nome di “briganti”. E’ questa la richiesta del comitato “Pro onore ai caduti meridionali” avanzata all’assessore alla cultura Pietro Orsineri. Nel documento si chiede all’amministrazione comunale di Pompei il patrocinio per la posa di un cippo marmoreo seguita, in serata, da uno spettacolo di musica popolare e contadina, affinché siano ricordati tutti coloro che la storia ha indicato con il nome di briganti. «Essi – si legge nel documento – erano lavoratori, donne, sacerdoti e bambini che, in un determinato periodo storico (1860-1870), stanchi di soprusi, pur sapendo di andare incontro alla morte, hanno combattuto e sofferto per contribuire alla costituzione di un Paese migliore». Di seguito, il contenuto integrale della lettera.

«Gent.mo Pietro Orsineri

Ass.re alla Cultura, Palazzo di Città — Pompei

Noi sottoscritti, rappresentanti del comitato "Pro onore ai caduti meridionali", chiediamo all'amministrazione comunale di Pompei il patrocinio per la posa di un cippo marmoreo, seguita, in serata, da uno spettacolo di musica popolare e contadina, affinché siano ricordati coloro che sono passati alla storia con il nome di "briganti". Essi erano lavoratori, donne, sacerdoti e bambini, che in un determinato periodo storico (1860-1870), stanchi di soprusi, pur sapendo di andare incontro alla morte, hanno combattuto e sofferto per contribuire alla costruzione di un Paese migliore. Non sono pochi gli storici che tendono sempre più a rivisitare quegli accadimenti e violenze inaudite, a riconoscere la dignità morale con la quale tanti uomini coraggiosi si batterono e dettero la vita per la causa napoletana. La storia di tutti i Paesi del mondo, Ogni volta che si trova di fronte a nuove documentali, rivede se stessa, procede alle opportune revisioni e si aggiorna senza fare drammi! La storia d'Italia è costellata di avvenimenti mai chiariti e di inesattezze: molti studiosi ricordano che la relazione parlamentare Massari sul brigantaggio spari, dopo la lettura in seduta segreta in Parlamento; fu pure vietato agli stessi deputati di consultare i relativi atti e di prendere appunti su quelle migliaia di uccisioni nel meridione! Chiese profanate e spogliate di doni centenari; migliaia di contadini, incolpevoli abitanti di piccoli paesi, decapitati o arsi vivi! Sacerdoti torturati a morte per sadismo, sgoznti o strozzati; infermi seviziati con coltelli e fatti a pezzi; giovani fucilati da plotoni di esecuzione dopo processi sommari; donne violentate e sventrate con la baionetta davanti all'altare, esposte nude con le mani mozzate fuori alle abbazie e agli angoli delle strade! Le fucilazioni di massa divennero una pratica quotidiana! Mai fu redatta alcuna statistica di tanti fatti di lascivia! Nessuno doveva sapere! Da Oltre un secolo e sugli sconfitti, come accade sempre in questi casi, è sceso un silenzio impenetrabile, ma è giunto il momento che la verità storica lo rimuova! A quei combattenti chiamati briganti, che, in verità, rappresentano gli emarginati di Sempre, bisogna dare onore e rispetto! Il comitato promotore nel ringraziare per quanto si potrà fare, resta in fiduciosa».

A sottoscrivere la richiesta, sette cittadini pompeiani: Magda Balzano, Aniello Sicignano, Giovanni Precenzano, Armando Vangone, Alessandro Palumbo, Giuseppe Artuso, Lelio Marinò. Non si esclude che altre persone potrebbero decidere di condividere l’iniziativa nei prossimi giorni.

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