«Corre l’obbligo di un’ennesima interrogazione al sindaco». Questa la frase, sospesa tra ironia e amarezza, con la quale il consigliere comunale di minoranza Bartolo Martire introduce il racconto della sua visita al casale Piscicelli di via Aldo Moro che ospita la biblioteca comunale. Un sopralluogo avvenuto mercoledì mattina e al quale ha partecipato pure Francesco Gallo, anche lui membro della minoranza consiliare. «E’ uno schifo – commenta Martire – all’ingresso dell’edificio abbiamo trovato persino un materasso in bella mostra (in foto). Il cortile del casale è allo sfacelo, luogo ideale per il proliferare di topi e serpenti. La posizione della struttura, costruita praticamente sulla sponda del fiume Sarno, rende il tutto ancor più complicato. E’ chiaro che non vi può essere futuro per una situazione del genere. Certamente – sottolinea ancora Martire – vanno trovate soluzioni definitive per un servizio annoverabile tra quelli sociali. La destinazione d’uso di una parte delle Case Operaie di piazza Bartolo Longo prevede proprio la promozione di servizi tendenti al sociale e, al di là di quello che taluni sostengono, sono fermamente convinto che la cosa sia fattibile». Già mesi addietro era stato lanciato un accorato grido d’allarme per lo stato di conservazione dei volumi della biblioteca comunale, messo a dura prova da polvere, umidità, sistemazione dei libri approssimativa (alcuni accantonati per terra alla meno peggio) ed escrementi di topo. Tutto rigorosamente immortalato. Le foto shock scattate dai consiglieri comunali Maria Padulosi e Luigi Ametrano (minoranza) avevano fatto il giro del web e dei giornali. «Io e Gallo non immaginavamo – commenta ancora Martire – di trovarci di fronte ad una situazione ancor più grave rispetto a quella già più volte denunciata anche dai cittadini. La struttura presenta carenze significative ed è cosa nota a molti. Ci sono troppe barriere architettoniche che impediscono l'accesso ai diversamente abili, ambienti spettrali che, certamente, non incentivano le presenze e, infine, molti libri mal tenuti. La presenza di un materasso abbandonato vicino alle scale d’accesso alla struttura è rappresentativa di una resa che mai avremmo voluto che si verificasse». Il leader dei Democratici Riformisti alza l’asticella e chiama in causa l’agibilità della struttura. «Il sopralluogo effettuato assieme a Gallo ci ha messo faccia a faccia con la deprimente realtà dei fatti, per la quale nessun organo di controllo che si rispetti potrebbe mai dare l'agibilità». Si riaccendono dunque i riflettori sulla necessità di trovare una degna sistemazione per i volumi della biblioteca comunale. Vale la pena ricordare che, in tal senso, a gennaio scorso si era mosso anche l’assessore alla cultura Pietro Orsineri, che aveva bussato alla porta della prelatura pompeiana per chiedere la disponibilità di qualche locale da destinare alla biblioteca comunale. L’accorata lettera del vicesindaco indirizzata al vescovo Tommaso Caputo era stata divulgata a diversi organi di stampa. A distanza di mesi però, non si sa ancora se la curia abbia risposto o meno.
