Sono state installate soltanto da pochi giorni tra le antiche rovine della città romana ma è già polemica. Fanno discutere le trenta monumentali opere (sculture in bronzo) realizzate dal maestro polacco Igor Mitoraj e sistemate all’interno degli scavi archeologici, dove resteranno in esposizione fino a gennaio 2017. Alcuni le apprezzano ed altri le criticano. C’è a chi piace l’allestimento della mostra e chi, invece, avrebbe preferito che le opere fossero sistemate tutte insieme, in un unico spazio espositivo. Una delle sculture è in piazza Bartolo Longo; s’intitola “Hermanos” (fratelli) ed è stata delimitata con delle transenne per impedire ai passanti di salire sulla base che sorregge i due volti per mettersi in posa e farsi scattare qualche foto. Dunque una precauzione per salvaguardare l’opera. «Invece per preservare gli scavi archeologici durante le operazioni di installazione delle imponenti sculture cosa è stato fatto?» – si chiede un ex custode del parco archeologico patrimonio dell’Unesco. Ad insospettire il pensionato che ha respirato l’area del sito per quarant’anni circa, sono soprattutto le modalità adottate per trasportare sculture così pesanti. «Siccome per alzare queste grosse opere in bronzo sono stati impiegati mezzi pesanti, mi chiedo in che modo è stata garantita l’integrità del sito. Credo si aver letto giorni fa che il direttore generale aveva pensato (giustamente) di aprire il sito a zone alterne per evitare l’usura. Sarebbe interessante capire chi ha autorizzato l’utilizzo di questi veicoli. Non credo che gli archeologi di una volta siano tanto entusiasti». Spostando l’attenzione sulla scultura predisposta in piazza Bartolo Longo, stando ad alcune indiscrezioni dell’ultim’ora, sembrerebbe che il pontificio santuario ne avrebbe chiesto la rimozione. Le prossime ore potrebbero essere dunque decisive per la permanenza in piazza o meno del bronzo di Mitoraj.

