Un caos coinciso con il ritorno al Comune della gestione cimiteriale che ha stabilito il libero accesso a tutti i marmisti.
tempo di lettura: 1 min
Arriva una nuova segnalazione dal cimitero. Nessun cedimento strutturale o chissà quale episodio “ad effetto” ma, semplicemente, si tratta di alcune considerazioni fatte dalla signora T.P. cittadina pompeiana e vedova in visita quasi quotidiana al camposanto cittadino. La donna “denuncia” la costruzione di tombe dalle dimensioni “sospette” nel cosiddetto “cimitero di sopra”. Tombe a fossa dalle dimensioni voluminose, per altezza e larghezza, quasi da sembrare dei medi monumenti che spesso arrivano ad oscurare il “vicino” posto dietro. Uno strano fenomeno che, a quanto fa notare la vedova, è coinciso con il ritorno al Comune della gestione cimiteriale, che ha stabilito il libero accesso a tutti i marmisti, che operano un poco secondo il proprio stile e un poco assecondando spesso le manie di grandezza di qualche committente. Si procede nel caos, ogni marmista fa ciò che vuole, perché mancano evidentemente linee guida stabilite dall’ente comunale e alle quali attenersi. In una situazione simile, si realizzano lapidi alla cieca. Poco importa che le tombe poste dietro non si vedano più. L’importante è apparire. E alla faccia della livella tanto cara al principe Antonio De Curtis, in arte Totò.