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L’allarme terrorismo resta molto forte, tra gli obiettivi sensibili in Italia ci sono sicuramente i siti archeologici e i luoghi di interesse storico culturale, considerati a rischio sia per ciò che rappresentano, sia per l’elevato numero di visitatori e turisti che quotidianamente arrivano da tutto il mondo.
Per questo motivo, una circolare inviata dal segretariato generale è stata indirizzata, nei giorni scorsi, alle direzioni generali e alla soprintendenza archeologica speciale per il Colosseo e l’area archeologica romana, alla soprintendenza speciale per Pompei, ai direttori dei musei autonomi, ai direttori dei poli museali, ai segretari regionali e a tutti gli istituti periferici.
La richiesta inoltrata è la seguente: "Le direzioni si attengano al rigoroso rispetto delle procedure di sicurezza previste dai piani di emergenza che ogni istituto ha predisposto" oltre al fatto che sia provveduto tempestivamente "a segnalare alle competenti forse di polizia eventi o situazioni ritenute pericolose nei confronti del rischio antropico".
Proprio in merito al tale richiesta, ieri a sorpresa è scattata la prima bonifica del sito.
Prima dell’aperura, il pastore tedesco “antiterrorista” Bono, dell’unità cinofila dei carabinieri di Napoli ha passato al setaccio tutte le domus degli scavi alla ricerca di esplosivo.
Solo nel caso in cui Bono avesse abbaiato con forza ed indicato un punto dell’area archeologica – eventuale nascondiglio di una bomba - sarebbero partiti controlli più serrati fino all’evacuazione degli scavi. Ma per fortuna non si è verificato alcun allarme.
La bonifica anti-esplosivi rientra appunto nel piano di prevenzione antiterrorismo attivata dal governo italiano. Piano che continuerà, in maniera sistematica e programmata, con ulteriori controlli anche nei prossimi mesi e fino a cessato allarme.